E' primavera: i fiori sbocceranno
Ed il prato sarà verde tutto l'anno.
Le stelle si accenderanno
Ed i boschi si illumineranno:
sarà come un mantello brillante
che avvolge la Terra come fosse un diamante.
Tutta la Terra brillerà
E l'Universo si stupirà:
al dì il mattino il Sole sorgerà
ed a sera tramonterà
La neve tutta si scioglierà
E tutto come nuovo tornerà
Gabriele, Alessandro, Rambo.
La vispa
Teresa
La vispa Teresa
avea tra l'erbetta
al volo sorpresa
gentil farfalletta;
e tutta giuliva
stringendola viva
gridava a distesa:
L'ho presa! l'ho presa!
A lei sospirando
l'afflitta gridò:
Vivendo, volando
che male ti fo?
Tu si, mi fai male,
stringendomi l'ale;
deh! lasciami! anch'io
son figlia di Dio!
Confusa pentita
Teresa arrossi,
dischiuse le dita:
l'insetto fuggi.
(L. Sailer)
PRIMAVERA
Il timido
risveglio
di un
germoglio,
il dolce
calore
di un tiepido
sole,
il curioso
ondeggiare
di un piccolo
fiore...
Un dispettoso
vento
rompe
l'incanto
una nube
fugace
il sole
nasconde,
per qualche
ora è scuro improvviso
poi torna
sereno, si apre un sorriso!
Dialogo
Parla il fanciullo:
Oh, la stranezza! ieri
nudo come una trave:
oggi vestito a festa!
E nei venti leggieri
agiti il tuo vestito
lucente e ricamato.
Chi te l'ha donato,
chi te l'ha cucito
cotesto bel vestito
lucente e ricamato?
Parla l'albero fiorito:
Dormii sodo mesi e mesi,
e stamane mi svegliai;
mi svegliai ch'ero vestito
e il sol d'oro era sul prato:
ma chi me l'ha donato
ma chi me l'ha cucito
cotesto bel vestito
lucente e ricamato,
non lo so, fanciullo mio,
lo sa Iddio.
(Camilla Del Soldato)
Nel prato
Nell'erba verde e tenera
odorano le viole,
sul muro una lucertola
esce a godere il sole.
Canti e risate echeggiano
d'intorno. Son bambini
che in fitta schiera passano
vivaci e chiacchierini.
Le mammole sussurrano:
Per voi siamo qui pronte;
o piccoli, fermatevi,
a coglierci venite.
La timida lucertola
rapida al muro sale
e inquieta, gli occhi implorano:
Non fatemi del male!
(Lina
Carpanini)
Primavera
Un ramo di pesco vestito di rosa,
un cantico fresco nell'aria odorosa,
un nido, un grido, il sole, tre viole,
un soffio di vento, un rosso di sera,
e il cuore è contento perché è primavera.
(L. Caramellini)
Marzo
Marzo: nu poco chiove
e n'ato ppoco stracqua
torna a chiòvere, schiove;
Ie 'o sole cu ll'acqua.
Mo nu cielo celeste,
mo n'aria cupa e nera,
mo d' 'o vierno 'e 'tempeste,
mo n'aria 'e Primmavera.
N'auciello freddigliuso
aspetta ch'esce o sole,
ncopp' 'o tterreno nfuso
suspirano 'e viole...
Catarì, che vuò cchiù?
Ntienneme, core mio,
Marzo, tu 'o ssaje, si' tu,
e st'auciello song' io.
(Salvatore di Giacomo)
La prima margherita
Si risvegliò la prima margherita
tra l'erbe nuove sopra il breve stelo.
Ancora tutta chiusa e infreddolita
levò la testa per guardare il cielo:
vide venir la Primavera e allora
gridò: Fiorite, o sorelline, è l'ora!
Il Paese delle Vacanze
non sta lontano per niente:
se guardate sul calendario
lo trovate facilmente.
Occupa, tra Giugno e Settembre,
la stagione più bella.
Ci si arriva dopo gli esami.
Passaporto, la pagella.
Ogni giorno, qui, è domenica,
però si lavora assai:
tra giochi, tuffi e passeggiate
non si riposa mai.
Poesia russa del Novecento Estate chiara e ardente
Delle quattro stagioni dell'anno
l'estate è la più chiara e la più
ardente, fa maturare i frutti '
e sparge risa e luce:
Com'è bello, discendendo al fiume,
fermarsi sopra l'acqua.
per ascoltare in lontananza il cuculo,
per vedere la giovane luna.
LE
FOGLIE MATTE
Le foglie matte si lasciano andare,
dal soffio del vento si fan
trasportare.
C’è quella gialla che gioca a palla,
c'e' quella rossa che fa una gran
corsa,
c'e' quella marrone che fa un belruzzolone
e quella arancione che vola come un
aquilone.
Solo la verde si tiene ben stretta,
perché di cadere non ha proprio
fretta!
Autunno
da( “Una scuola intorno a noi”) Tresei
Cadono le foglie spinte dal vento
le guarda il bambino ed è contento
di questo ballo improvvisato
che le adagia piano sul prato.
Corre il bambino e le raccoglie
può finalmente toccare le foglie
gialle rossicce ed arancione
sono i colori di questa stagione.
Ecco l’autunno è ritornato!
lo dicono le foglie, gli alberi, il prato.
Cadon le foglie (da “Raccogli
idee” ed. Tresei scuola)
Cadon le
foglie, come farfalle:
ve n’è di rosse, ve n’è di gialle,
volteggiano un momento
e partono col vento.
E la povera pianta, là, nell’aria,
rabbrividisce nuda e solitaria
L’ultima danza
delle foglioline (da: “Bilzo
Balzo”, Marietti)
L’ultima danza delle foglioline.
Come aquiloni volan nel cielo
di qua e di là, di su e di giù,
spinte dal vento volan lassù.
Ora son stanche quelle foglioline,
come un fruscìo scendon dal ciel
di qua e di là, scendono giù,
e un’altra danza non ci sarà più.
Autunno (da “Raccogli
idee” ed. Tresei scuola)
Cadono
le foglie spinte dal vento
le guarda il bambino ed è contento
di questo ballo improvvisato
che le adagia piano sul prato.
Corre il bambino e le raccoglie
può finalmente toccare le foglie
gialle rossicce ed arancione
sono i colori di questa stagione.
Ecco l’autunno è ritornato!
lo dicono le foglie, gli alberi, il prato
L’autunno
ritorna
(L.Eccher da “Scuola materna”)
L’autunno ritorna:
la terra si spoglia,
il ramo si orna con l’ultima foglia,
le rondini stanno ormai per migrare:
si chiamano e vanno lontano, oltremare.
Farina di castagna
(A.Sforna)
Nel bosco si odono
castagne che cadono
escono dai ricci spinosi
che si aprono.
Poi la dolce polpa
sarà frutta e farina
buona a mangiarsi
e bella in vetrina.
Foglia foglina
(Filastrocca popolare)
Foglia foglina
l’inverno s’avvicina;
foglia foglietta
l’inverno è sulla soglia,
ben presto arriverà
e
via ti strapperà!
Motivo autunnale
Soffia sui campi la tramontana;
gli alberi scuote.
e dai rami inariditi
stacca le morte foglie.
Il vento le sparge,
lontano per i campi:
restan sol i neri fusti
che tristi agitano i rami spogli.
P. Javorov
Foglie morte
Ma dove ve ne andate,
povere foglie gialle,
come tante farfalle spensierate?
Venite da lontano
o da vicino?
Da un bosco
o da un giardino?
E non sentite la malinconia
del vento stesso
che vi porta via?
Foglie d'autunno
Quelle matte, matte foglie,
brune, rosse, verdi, gialle,
che disegnano nell' aria
le figure più bizzarre,
per terra sono cadute,
ma senza farsi male.
Se taci, le puoi ascoltare :
sotto la pioggierella
canticchiano una canzone,
imparata dagli uccelli
nella bella stagione.
Le
foglie
Le foglie ormai sono cadute,
l'estate non c'è più
sono partite le rondini
sono andate lontano, laggiù.
C’è una foglia
da( “Una scuola intorno a noi”) Tresei
Su quel ramo c’è una foglia
che non ha per niente voglia
di staccarsi, di planare,
di lasciarsi trasportare,
dal vento dispettoso
che non trova mai riposo.
Quella foglia lo sa già
prima o poi la staccherà!
Sta lì, per il momento
non è giunto ancora il tempo
di lasciare il suo rametto.
Ma il vento le dice:
fogliolina t’aspetto!
L'autunno
L'autunno ritorna, la terra si spoglia
dal ramo ora cade, volteggiando la foglia.
Le rondini si preparano a migrare.
Si chiamano e vanno lontano oltremare
I frutti gustosi possiamo assaggiare
le noci, le pere, i cachi e le castagne,
la melagrana e l'uva raccolta nelle vigne.
Alcuni animaletti cominciano a sbadigliare
fanno in fretta le provviste
e nelle loro tane vanno a riposare..
La
castagna
C’è un frutto rotondetto,
di farina ne ha un sacchetto:
se lo mangi non si lagna,
questo frutto è la castagna.
La castagna in acqua cotta
prende il nome di ballotta.
Arrostita e profumata
prende il nome di bruciata.
Se la macino è farina:
dolce, fina, leggerina:
se la impasto che ne faccio?
Un fragrante castagnaccio.
L'autunno
E'
caduta una foglia
dall'albero lassù
quando l'albero si spoglia, l'estate non c'è più.
Con il primo acquazzone
cambia la stagione.
Le giornate sono sempre
più corte:
l'autunno è alle porte.
La sai tu, la storia di Fata Bianchina
che soffice e cheta, dal cielo calò?
Tranquilla discese una grigia mattina,
e il candido manto su tutto gettò.
I bimbi, felici, batteron le mani,
e i passerottini gemeron: “Ci, ci”.
Guardò il contadino sui campi lontani
e disse contento : “Va bene così…”
Ma il sole, col vivido disco di fuoco,
nel cielo schiarito ad un tratto brillò,
e Fata Bianchina dove’, a poco a poco,
disfarsi nel pianto. Così se ne andò.