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Poesie per la Scuola
 

 


 

Poesie primi giorni di Scuola


Girotondo dell'amicizia

Ci teniamo per la mano
e facciamo il girotondo,
sempre uniti noi restiamo
ci vogliamo bene un mondo!
E le maestre tanto care,
insieme a noi facciam girare.
Alla scuola, tutti amici
noi saremo più felici.



Filastrocca della scuola

Filastrocca della Scuola
dove il tempo passa, vola!
Si sta bene con gli amici
sui quaderni a far cornici,
a giocar nell'intervallo
a inventare un nuovo ballo,
ad attender la pagella,
anche se non troppo bella,
perché è "super", in compagnia,
condivider l'allegria! 

Marzia Cabano

 
In fila indiana


Sai cos'è uno spostamento?
Te lo dico: E' un movimento.
Ma se sei un bravo studente
lo farai un po' lentamente.
Dà la mano a chi sta avanti
camminate equidistanti!
Non si spinge, si va piano,
proprio come un bravo indiano.
Così uniti e assai prudenti
non avrete mai incidenti


DIRITTO ALL'EDUCAZIONE 
(Bruno Tognolini)

 
SE MI INSEGNI, IO LO IMPARO
SE MI PARLI, MI E’ PIU’ CHIARO
SE LO FAI, MI ENTRA IN TESTA
SE CON ME TU IMPARI, RESTA

MAESTRINA
Quando a scuola ce ne andiamo
e la mamma a casa resta
mai da soli rimaniamo,
lì ci aspetta la maestra...


 


Cosa mi serve

Questa mattina nello zainetto
sai tu che cosa ci metto?
Non i quaderni e l'astuccio firmato,
né per merenda, il cioccolato.
Prova a guardare con attenzione,
vi troverai forse un pallone?
Quel che mi serve per questa avventura
sarà per te novità sicura:
un fascio lucente di FANTASIA,
un pizzico o più di ALLEGRIA,
tanta AMICIZIA da regalare
e tanta VOGLIA di IMPARARE!


Lo scolaro pigrone
Uffa! Sempre andare a scuola!
Che fatica che si fa!
Sono stanco di studiare.
Voglio correre e giocare.
Ehi, scolaro un po' pigrone,
se disturbo non ti dà.
Prova a chieder l'opinione,
a che la scuola non ce l'ha.
 


Filastrocca settembrina,

già l’autunno si avvicina,
già l’autunno per l’aria vola
fin sulla porta della scuola.
Sulla porta c’è il bidello,
che fischietta un ritornello,
poi con la faccia scura scura
prova la chiave nella serratura,
prova a suonare la campanella…
Bambino, prepara la cartella!
 

G.Rodari


Filastrocca del tempo

Tempo bello, tempo brutto,
abbiam visto un po' di tutto,
noi dal mare siam tornati,
presto a Scuola siamo andati.
Tante cose impareremo,
molti compiti faremo.
Noi tutti siam contenti,
ogni giorno sarem presenti.

Primo giorno di scuola

 
Ecco vedi il tempo vola
ed ancora siamo a scuola.
Apri il libro ed il quaderno
prendi il foglio ed il pennello.
Dipingi i giorni di allegri colori,
di grida vivaci i nuovi rumori.
D'imparare si ben lieto
studia tutto l'alfabeto,
con i numeri e la storia
la poesia tutta a memoria.
Lo studio poi sarà giocoso
se avrai sempre un bel sorriso!
                     (Rosalba)

              Un posto per tutto

Un posto per le matite, i fogli, i colori,
uno per i libri e i loro lettori.
Un posto per le auto, i pupazzi e i soldatini,
un posto per le bambole, gli orsi e i cuscini.
Un posto per il collage, il pongo, gli acquerelli,
uno per la plastilina e uno per i pastelli.
Uno spazio per i salti e per una capriola.
Quanti posti nella classe...
e che bello andare a Scuola!

                    (Corinne Albaut)
 


Vado a scuola

Cara mamma, 
vado a scuola, 
e tu a casa resti sola!
Ma verso sera
farò ritorno,
addio, Mamma,
felice giorno!


Filastrocca della scuola

Filastrocca della scuola
piena di bimbi non è mai sola.
Qui tante cose tu puoi imparare
e con gli amici insieme “volare”.
È tanto bello quando si è amici,
crescere insieme, sentirsi felici.
Mille bambini di mille nazioni
insieme vivono tante emozioni


Maestrina
Quando a scuola ce ne andiamo
e la mamma a casa resta,
mai da soli rimaniamo
lì ci aspetta la maestra.
Sta seduta e spiega piano
è paziente e non si lagna,
ci controlla da lontano
s’alza e scrive alla lavagna.
Quanto bene sa insegnare
spiega tutto come un gioco,
a noi tanto fa imparare
senza lei sapremmo poco.
E’ davvero molto buona
carismatica e bellina,
la campana adesso suona :
a domani, ciao maestrina !

 

 

 

Grembiulini

Grembiulini
candidi come neve
tappezzano le strade

Un mormorio di voci
risuona nell'aria
tensione e commozione
in ogni cuore

Paure s'incrociano a non finire
piccole manine
si aggrappano
per timore dell'ignoto

Dolci parole scorrono
piene d'amore
asciugando le lacrime

Una campanella suona
è giunta l'ora

- bambini tutti in classe! -
 


         Primo giorno di scuola

Questa mattina sono contento,
il babbo mi parla ma non lo sento,
la mamma mi dice che resterà sola,
non posso farci niente,
devo andare a scuola.

Non vedo l'ora di arrivare,
sono già grande, devo imparare,
con il grembiule e lo zainetto
cammino alla mamma stretto stretto.

Ho tante cose da raccontare,
qualcuno mi starà ad ascoltare?
Quanti bambini, non sono da solo,
ma ad un tratto spiccherei un volo.

Che mi succede? Sogno o son desto?
portami a casa mamma, fai presto!
Ma poi qualcuno mi fa una carezza,
mi chiede il nome, ma con tenerezza,

tutti i bambini le stanno intorno
e insieme facciamo un girotondo.
Poi la sera nel mio lettino
penso al compagno che mi è stato vicino,

alla maestra, alle sue mani......
....non vedo l'ora che venga domani!!

 


Vorrei una Scuola

Vorrei una Scuola
 tutta di cioccolato,
con il tetto di zucchero filato.
Vorrei una Scuola fatta di fiori,
con uccelli e farfalle di mille colori.
Vorrei la Scuola più grande per me,
ma la mia Scuola
è la più bella che c'è.
 


           L'asilo nido

Vado all’asilo contento e felice
ci vengono pure Lorenzo e Beatrice.
Con tanti bambini trascorro ogni giorno
e nessuno mi sgrida che sporco in soggiorno.

Tantissime cose imparo per gioco
so fare persino il mestiere del cuoco.
La mamma mi imbocca e va sempre di fretta
all’asilo hanno tempo e mi dan la forchetta.

Il pannolino lo tolgo perché sono grande
la maestra mi aiuta ad usar le mutande.
Da ogni paese, giochiam tutti insieme
della pace nel mondo siamo un bel seme.

Siam tanti e cantiamo con gioia e allegria
non è un vero coro se canto con zia.
A star tutti insieme si impara di più
non restare da solo a giocare laggiù.

L’egoismo non entra e si dividono i giochi
ne inventiamo di nuovi se son troppo pochi.
Con colla, colori, forbici e carta
ricicliamo ogni cosa che a casa si scarta.

Il mondo qui dentro è su misura per me
c’è posto per tutti, per Dante e per te.
Le maestre ogni giorno mi aspettano al nido
ci vado correndo e al mondo sorrid


 


 



 

La scuola vera

Voi sapete miei bambini
che cos'è la Scuola vera?
E' una splendida crociera
dove tutto può accadere.
Solca i mari del sapere
sfida rotte sconosciute e...con la forza della pancia,
vince anche l'ignoranza.
Siete pronti voi a montare,
sulla nave,
sul veliero?
Che è approdata questa notte alle rive del pensiero?
E allora su, montate,
sciogliete quelle vele. Forza ciurma, su salpiam...
Siam la classe/ sezion....
(Vincenzo Riccio)
 


Filastrocca del buon maestro

Maestra/o, insegnami il fiore ed il frutto
- Col tempo, ti insegnerò tutto -
Insegnami fino al profondo dei mari.
- Ti insegno fin dove tu impari-
Insegnami il cielo, più che si può- Ti insegno fin dove io so-
E dove non sai?
- Da lì andiamo insieme-Maestra/o e scolaro, dall’albero al seme
Insegno ed imparo,
insieme perché
io insegno se imparo con te.


LA SCUOLA
(Roberto Piumini) 

 
VADO A SCUOLA, VEDO AMICI, 
GIOCO, PARLO, IMPARO, RIDO, 
PIU’ SI E’, PIU’ SI E’ FELICI: 
DEGLI AMICI IO MI FIDO. 
LA MAESTRA HA BEI CAPELLI, 
E’ UN'AMICA UN PO' PIU’ GRANDE: 
LEI CI INSEGNA RITORNELLI, 
LEI RISPONDE ALLE DOMANDE. 
VADO A SCUOLA, VEDO COSE, 
LE DISEGNO CON COLORI, 
SENTO STORIE MISTERIOSE, 
E ALLA FINE TORNO FUORI.
PER UNA SCUOLA CHE ASSOMIGLI AL MONDO 
(Bruno Tognolini) 

 
NEL MONDO CI SONO LE TERRE
ED I CIELI
NON SONO DIVISI IN SCAFFALI
NEL MONDO CI SONO LE FIABE
E LE ARTI
NON SONO DIVISE IN REPARTI
NEL MONDO C’E’ UN NIDO,
CHE E’ LA TUA CLASSE
USCENDO NON TROVI LE CASSE
NEL MONDO CI SONO MAESTRI
UN PO’ MAGHI
CI SONO, NON SOLO SE PAGHI
NEL MONDO IL SAPERE CHE VUOI
SI CONQUISTA
NEL SUPERMERCATO SI ACQUISTA
E ALLORA RISPONDI
CON UNA PAROLA
COM’E’ CHE LA VUOI LA TUA SCUOLA?

 

Filastrocca del primo giorno di scuola  

Son tre notti che non dormo
perché penso al “primo giorno”
Mi sono svegliato presto al mattino  
e ho già indossato il grembiulino, 
mentre faccio colazione
sento mamma in apprensione  
“Svelto svelto il tempo vola:
non vorrai far tardi a scuola!” Mi rincuora il mio papà
che mi bacia e se ne va:
nella tasca ho il fazzoletto,
la merenda nello zainetto,
ora son pronto, possiamo uscire (ma io tornerei volentieri a dormire…)
Prendo per mano la mamma mia
(ma sento un po’ di nostalgia)Sul portone la bidella
suona già la campanella
i bimbi grandi entrano in fretta la maestra è lì che aspetta  “Mamma!” imploro “stammi vicina” Lei mi sussurra “Non vado in Cina! 
La scuola è un bel divertimento  e, sono sicura, sarai contento!”
La maestra mi viene vicino 
“Come ti chiami bel bambino?Lei mi sorride dolcemente
(ma questa scuola non mi piace per niente…) 
La mamma mi bacia e mi rassicura
(certo la vita è proprio dura…) Insomma mi arrendo, se devo …resto!
Saluto la mamma con un gesto
Ma quando la vedo al portone andare via mi viene una grande malinconia,
mi viene da piangere, son disperato,
mi sento solo e abbandonato.
Mi guardo in giro: lì c’è un bambino
che mi sorride e fa l’occhiolino
e mentre un altro mi fa la linguaccia
una bambina forte mi abbraccia.
Mi chiede “Sei nuovo, non ti senti bene?
Dai, vieni, ti passa giocando insieme”
E la maestra passando per caso mi fa una carezza proprio sul naso. 
Faccio ancora un po’ di lagna
ma la bambina mi accompagna
alla casetta per fare il caffè
poi lei è la regina e io faccio il re. 
Poi c’è la merenda “Mmh! Che appetito!
E questo spuntino è davvero squisito”
Poi si va in bagno, com’ è carino!
È in miniatura piccino piccino.
E poi la maestra ( è un vero mito)
mi fa dipingere… con il dito!!!
(e per dimostrare il mio gradimento io mi pitturo fino al mento) 
Ma non è finita! Dopo cinque minuti
noi ci mettiamo tutti seduti.
La maestra ci legge un bel libro di gnomi
e dopo giochiamo a dirci i nomi. 
Ma un certo punto (sul più bello)Ecco che suona un campanello
Drinnn
! E’ già finito il primo giorno? Beh, mica male…domani ritorno.

Autrice Simona Maiozzi 2009*  

www.letturacheavventura.it

 

 

Poesie per i diversi momenti della giornata a scuola

L’orologio della giornata
(R.P. Denunzio)
Alle 7 ogni mattina
fa la sveglia la mammina.
Alle 8 ci laviamo
e poi il latte noi beviamo.
Alle 9 via di fretta
c’è la scuola che ci aspetta.
Alle 10 la merenda
che la fame è già tremenda.
Alle 11 che si fa?
Giochi e colori a volontà.
Alle 12 tutti a lavare,
c’è la tavola da apparecchiare.
E fino all’una poi, si sa,
si mangerà a sazietà!
Alle 2 un po’ di riposo:
anche giocare è faticoso.
Alle 3 torniamo qua
con giochi, colori in quantità.
Finché alle 4 a casa si va
dove c’è mamma con papà.
Tante le ore che son passate
come tante belle giornate
che ricominciano così
alle 7 di ogni dì!

Poesia per il pranzo
A Tavola
(P.Denunzio)
Prima di correre a mangiare
ricorda quello che devi fare:
innanzi tutto la pipì,
per non farla proprio lì:
le mani, quindi, devi lavare
e col sapone profumare.
asciugarle per benino
e infilare il bavaglino.
Il bicchiere ti serve per bere:
- Acqua, acqua, per piacere!
Ora sei pronto, corri anche tu
o la pappa non troverai più.

 

Poesie per la fine dell'anno scolastico

Un anno finisce
 
Si placa il brusio,
finisce il tramestio
dei bimbi indaffarati
sui banchi chinati.
I visi rivolti all'estate,
alle vacanze appena cominciate,
due mesi volano in fretta
e la nostra scuola è li che già aspetta.
A Settembre torniamo felici
riposati e tutti quanti amici.
Percorreremo le strade dei saperi:
i nostri insegnanti di noi saranno fieri.
                                      (Rosalba)

Le maestre
E adesso le maestre!
Che dire di loro?
Che svolgono questo lavoro
con un misto di tanti sentimenti
che prendono i cuori e le menti…
Immagina la scuola
come un gran calderone:
ci metti dentro un pizzico
di attenzione,
una manciata di severità,
insieme a due etti di disponibilità,
di impegno un bel mestolone,
di buon senso un cucchiaione,
di simpatia non si può fare senza
e neanche di un bel po’
di competenza,
unita a vagonate di pazienza…
E per fare il miscuglio
quasi perfetto,
aggiungi un grosso bicchierone
di affetto…
Tutti i tuoi insegnanti,
caro bambino e cara bambina,
sono come giardinieri
attorno ad una piantina:
la sorvegliano, la proteggono
con cura amorosa
perché cresca forte e rigogliosa
e possa affrontare con serenità,
tutte le tempeste che nella vita incontrerà…

 

    Saluto alla maestra

Addio alla Scuola dell' Infanzia

Cara maestra ti dobbiamo salutare

ormai passiamo in prima elementare!

Ma non vedi come siamo cresciuti?

È arrivato il momento dei saluti…

Siamo felici di essere promossi

e davvero siamo tutti un po’ commossi

ma questo è giorno di gioia, e in effetti,

basta lacrime! basta fazzoletti!

      Simona Maiozzi

 

              Grazie

Diciamo grazie a tutte le insegnanti,

per quello che hanno dato a questa scuola

e tante grazie ai nostri genitori,

che sono stati sempre accanto anoi.

Se qualche volta non siamo stati attenti.

cosa volete, siamo dei bambini.

Ma anche i bambini sanno ben capire,

cosa vuol dire il vero grande amore.


IL TEMPO COI BAMBINI
di Germana Bruno

Coi bimbi non s’invecchia, si cresce solamente.
È grande il mistero che dentro cela il tempo,
passano i giorni, gli anni, e a te sembra un momento.
Lo ripetiamo sempre e sempre ci stupisce
questa magia che, a volte, ci duole e ci intristisce.
Si dice che, se bello, il tempo scorra in fretta,
perché, se stiamo male, lo scorrere si aspetta
e lento più che mai procede il suo cammino,
ma fugge lesto assai se stai con un bambino.
Coi bimbi, per incanto, ogni attimo già vola
nel cuore è un minuto, nell’orologio un’ora,
ma se, per paradosso, percorri con la mente
ogni attimo trascorso, ti sembra sorprendente
veder che col pensiero diventano più lenti
tutti quei momenti più densi e divertenti.
Del tempo coi bambini hai strana percezione,
anche se dura un soffio è stato una lezione
e sai, infine, qual è la cosa sconvolgente?
Coi bimbi non s’invecchia, si cresce solamente.

  ALLA SCUOLA MATERNA

CI SONO TANTI GIOCHI, LE PANCHE E I TAVOLINI,
LE MAESTRE SIMPATICHE, UN SACCO DI BAMBINI.

IO POSSO GIOCARE CON COLORI E PENNELLI,
CON LA COLLA E LE FORBICI, LE MATITE ED I PASTELLI.

MI POSSO TRAVESTIRE, SI CANTA UNA CANZONE,
SI ASCOLTA UNA STORIA, SI MANGIANO COSE BUONE.

QUANDO POI SONO STANCO E VOGLIO ANDARE VIA
È L’ORA DELLA MAMMA E LÌ…….ECCO LA MIA!

NELLA MIA SCUOLA C’È UN SACCO DI ALLEGRIA,
MA ORA SONO GRANDE E DEVO ANDARE VIA.

PER SEMPRE RICORDERÒ LE BELLE GIORNATE,
LE COSE FATTE INSIEME, LE ALLEGRE RISATE.


Grazie
Tra le pagine del mio quaderno
scritto con il pensiero,
c’è l’inchiostro più indelebile e sincero,
ha scritto Grazie per la pazienza,
per la costanza,
per la tua silenziosa vicinanza,
per il sostegno e la perseveranza.
Durante questi anni,
ricchi di affanni ed emozioni,
non ho imparato solo la lezione,
tu hai saputo colorare ogni stagione.


 

 A te,  maestra mia   
Link diretto alla poesia

A TE MAESTRA MIA 

IN UN PRATO PIENO DI COLORI

OGGI HO COLTO DEI BELLISSIMI FIORI

A TE MAESTRA MIA, LI VOGLIO DONARE

 PER AVERMI SAPUTO TANTO TANTO AMARE. 

IN UN BOSCO TUTTO INCANTATO

OGGI HO COLTO  LE MAGIE DEL CREATO

A TE MAESTRA MIA LE VOGLIO DONARE

PER AVERMI SEMPRE INSEGNATO A SOGNARE. 

IN UN CAMPO TUTTO FIORITO

OGGI HO COLTO LA GIOIA DI UN SORRISO

A TE MAESTRA MIA LO VOGLIO DONARE

PER AVERMI SAPUTO SOPPORTARE. 

NELLA FAVOLA DELLA NATURA

OGGI HO SMARRITO LA MIA PAURA

A TE MAESTRA MIA VOGLIO RINGRAZIARE

PER AVERMI SAPUTO INSEGNARE A VOLARE. 

NELLA FIABA CHE MI HAI RACCONTATO

NON MI AVEVI DETTO CHE TI AVREI LASCIATO

NEL MONDO OGNI COSA HA UN SUO PERCHE’

ED IO COME FARO’ SENZA UNA  MAESTRA COME TE. 

ALLORA , DOPO LE FAVOLE VIENE LA VITA VERA

DA TE VOLERO’ VIA IN MONGOLFIERA

NEL CUORICINO MIO SEMPRE TU SARAI

MAESTRA MIA DI ME NON TI SCORDARE MAI.

                                                                               Giusy Staropoli Calafati

 

 

 

                 E' Giugno

Vociare di bimbi ridenti
è la scuola che chiude i battenti!
Gli alunni Giugno saluta
dice loro l'estate è arrivata,
lascia i libri, i quaderno e lo studio:
nei cortili e per strada è tripudio.
Allegria di giallo colore
e di mare un salato sapore,
qualche lacrima scende sul viso
poichè a settembre le medie avranno diviso
quello che per 5 anni l'insegnamento ha unito.

 

         La scuola

Vado a Scuola, vedo amici,
gioco, parlo, imparo, rido,
più si è, più si è felici:
degli amici io mi fido.
...
La maestra ha bei capelli
è un'amica un po' più grande
lei ci insegna ritornelli,
lei risponde alle domande.
vado a Scuola, vedo cose,
le disegno con colori,
sento storie misteriose,
e alla fine torno fuori.

Roberto piumini

 

          La scuola è finita

Un anno è già passato,
ed io sono più grande...
di cose nuove e belle,
ne ho fatte proprio tante!
Adesso siamo a giugno,
ed in vacanza andrò,
così più riposato
a settembre tornerò.

        
Gemma Fanara
   www. maestragemma.com
 

( La poesia può essere utilizzata anche in altri siti, senza scopo di lucro,  ma citando sempre il nome dell'autore e il sito da cui è stata prelevata)


 

Poesie da dedicare agli alunni

      Ad un bambino pittore

APPESO A UNA PARETE
HO VISTO IL TUO DISEGNINO:
SU UN FOGLIO GRANDE GRANDE
C’ERA UN UOMO IN UN ANGOLINO. 
UN UOMO PICCOLO, PICCOLO,
FORSE ANCHE
UN PO’ SPAVENTATO
DA QUEL DESERTO BIANCO
IN CUI ERA CAPITATO,
E SE NE STAVA IN DISPARTE
NON OSANDO FARSI AVANTI
COME UN POVERO NANO
NEL PAESE DEI GIGANTI.
TU L’AVEVI COLORATO
CON VERA PASSIONE:
RICORDO IL SUO MAGNIFICO
CAPPELLO ARANCIONE.
MA LA PROSSIMA VOLTA,
TI PREGO DI CUORE,
DISEGNA UN UOMO PIU’ GRANDE,AMICO PITTORE.
PERCHE’
QUELL’UOMO SEI TU,
TU IN PERSONA, ED IO VOGLIO
CHE TU CONQUISTI IL MONDO:
PRENDI, INTANTO
TUTTO IL FOGLIO!
DISEGNA FIGURE
GRANDI GRANDI,
FORTI, SENZA PAURA,
SEMPRE PRONTE A PARTIRE
PER UNA BELLA AVVENTURA.

Gianni Rodari

Diritto all'educazione
Se mi insegni, io lo imparo,
se mi parli, mi è chiaro
.....se lo fai, mi entra in testa
se con me tu impari, resta.

Bruno Tognolini


 

 Se non puoi essere un pino....

Se non puoi essere un pino sulla vetta del monte,
sii una canna  nella valle,
ma sii la migliore, piccola canna
sulla sponda del ruscello.
Se non puoi essere un albero,
sii un cespuglio.
Se non puoi essere un’autostrada
sii un sentiero.
Se non puoi essere il sole,
sii una stella.
Sii sempre il meglio
di ciò che sei.
Cerca di scoprire il disegno
che sei chiamato ad essere,
poi mettiti a realizzarlo nella vita.”

(M.L.King)
 

 Filastrocca delle maestre

Maestra, insegnami il fiore ed il frutto
- Col tempo, ti insegnerò tutto
Insegnami fino al profondo dei mari
- Ti insegno fin dove tu impari
...
Insegnami il cielo, più su che si può
- Ti insegno fin dove io so
E dove non sai? - Da lì andiamo insieme
Maestra e scolaro, un albero e un seme
Insegno ed imparo, insieme perché
Io insegno se imparo con te

Bruno Tognolini

 


Filastrocca del bimbo futuro.

Sono un bambino, sono il tuo dono,
prima non c'ero e adesso ci sono.
Sono il domani, dalle tue mani
devi difendermi con le tue mani.
...
Sono il futuro, sono arrivato,
e sono qui perchè tu mi hai chiamato.
Come sarà l'orizzonte che tracci
dipende da come mi abbracci.

Bruno Tognolini
 

Raccontami una storia


Le storie dove stanno?
Ce n’è una in ogni cosa:
nel legno, nel tavolino,
nel bicchiere, nella rosa.
La storia sta lì dentro
Da tanto tempo e non parla:
è una bella addormentata
e bisogna svegliarla.
Ma se un principe o un poeta,
a baciarla non verrà
un bimbo la sua storia
invano aspetterà.
 

Gianni Rodari

 

Per una scuola che assomigli al mondo

Nel mondo ci sono le terre ed i cieli
Non sono divisi in scaffali
Nel mondo ci sono le fiabe e le arti
Non sono divise in reparti
...
Nel mondo c'è un nido, che è la tua classe
Uscendo non trovi le casse
Nel mondo ci sono maestri un po' maghi
Ci sono, non solo se paghi
Nel mondo il sapere che vuoi si conquista
Nel supermercato si acquista
E allora rispondi con una parola
Com'è che la vuoi la tua scuola?

Bruno Tognolini

         Diritto al gioco

Fammi giocare solo per gioco
senza nient'altro, solo per gioco,
senza capire, senza imparare, 
senza bisogno di socializzare.
Solo un bambino con altri bambini,

senza gli adulti sempre vicini.
Senza progetto, senza giudizio,
con una fine, ma senza l'inizio.
Con una coda ma senza la testa

solo per finta, solo per festa.
Solo per fiamma che brucia per fuoco...
Fammi giocare solo per gioco.

(Bruno Tognolini)

 

 

 

 
 

 

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