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Immacolata - Natale

 

Le renne di Babbo Natale

Sono andata in Lapponia
(non vi sembrerò normale)
ho veduto una Peonia
e le renne di Babbo Natale!

M'hanno accolta con calore
(lì faceva un freddo 'boia')
son volate via le ore
tanta allegria, nessuna noia!

Raccontavano orgogliose
"Lavoriamo tutto l'anno
noi facciamo tante cose
ma i bambini non lo sanno!

Donnola a scuola è maestrina
Ballerina si occupa di danza
Saltarello lavora in officina
Freccia guida l'autoambulanza!

Cometa è brava solo in cucina
Cupido porta Amore, speranza
Donato è laureato in medicina
Fulmine sogna... una vacanza!

Rodolfo invece è il più piccolino
ultimo arrivato e coccolato
per naso ha, un rosso lampioncino
se c'è la nebbia tutto è illuminato!"

Ora, tornata dalla Lapponia
le aspetto tutte, non manca molto
mi porteranno una Peonia
solo per me, quel fiore hanno colto!

Non sono fratelli ne sorelle
ma sulle curve e a strada dritta
quei nove amici per la pelle
sicuri e veloci verran con la slitta!!!

 

Le renne di Babbo Natale

Non solo fanno la slitta volare
e in ciel galoppano senza cadere
Ogni renna ha il suo compito speciale
per saper dove i doni portare
Cometa chiede a ciascuna stella
Dov’è questa casa o dov’è quella.
Fulmine guarda di qui e di là
Per sapere se la neve verrà.
Donnola segue del vento la scia
Schivando le nubi che sbarran la via.
Freccia controlla il tempo scrupoloso
Ogni secondo che fugge è prezioso.
Ballerina tiene il passo cadenzato
Per far che ogni ritardo sia recuperato.
Saltarello deve scalpitare
Per dare il segnale di ripartire.
Donato è poi la renna postino
Porta le lettere d’ogni bambino.
Cupido, quello dal cuore d’oro
Sorveglia ogni dono come un tesoro.

 

BABBO NATALE E LA RENNA
SILVERSTEIN SHEL

"Questa è l'ora" disse Babbo Natale,
" le campane suonano di già".
Poi si gettò la sacca sulla schiena
e saltò sulla slitta, oplà!

Chiamò: "Dài, Freccia, dài Fulmine e Tuono!
Dài Cometa, Stella e Falbalà!"
e saltan le sue renne, tranne una,
una sola restò ferma là.

Aveva tirato la slitta per millenni
senza mai dire: "Be'?"
ma ora stava nella neve e mormorava:
"Cos'hai tu per me?"

Disse Babbo Natale: "Ho bambole e giocattoli
per bimbi e per bebè".
Ma la renna ripeteva, sempre immobile:
"Cos'hai tu per me?"

"E' mezzanotte, le campane hanno suonato"
gridò Babbo Natale fuor di sè.
La renna guardò nel firmamento:
"Sì, va bene; ma cos'hai per me?"

Babbo Natale si frugò nella barba,
vi trovò una pulce e niente più;
la infilò nell'orecchio della renna.
La renna disse: "Per me? Oh, Gesù!"

Così volarono nel cielo
con la pulce, perchè
la morale di questo racconto

 

 

Per la Madonnina Alla Madonnina Per l'Immacolata Concezione
A. Caramellino
O Madonnina dall'azzurro manto, ascolta questo piccolo mio canto.
O Madonnina, madre di Gesù, fa che io ti ami sempre più.
 

Madonna Benedetta,
madre nostra amorosa,
Maria mistica rosa
Che splendi in terra, in cielo,
fa che nel mio cammino ti abbia sempre vicino.


 

Oh Madonnina dai grandi occhi buoni
che stringi al cuore il tuo bambino biondo,
o Madonnina che ascolti e che consoli
tutti quelli che soffrono nel mondo,
stringi anche noi nel tuo dolce mantello,
o Madonnina noi ti imploriamo
perché insieme al tuo Bambinello
anche noi bimbi come lui ti amiamo.”

 

Madonnina tutta bella,
profumata più dei gigli,
su dal cielo benedici,
questi piccoli tuoi figli.
Come l’acqua fresca e chiara
Di una limpida cascata,
come candida colomba,
tu sei pura e immacolata.
Ave o Mamma di Gesù,
dolce Vergine Maria,
perché cresca nel candore,
io ti affido l’anima mia.

E' Natale
Rosa Marra

E' Natale:
una cometa scende sulla terra
e la Madonna culla il Bambinello.
Cos'è il Natale ?
Un dono portato al poverello
Una carezza che scende su ogni viso.
La luce che ti regala un sorriso.
Una preghiera che sale da ogni cuore.
La dolcezza di una parola : Amore!
 

Settimana di Natale
Rosa Marra

Lunedì Giuseppe e Maria
si incamminano per via.
Ecco arriva martedì,
Con Maria sull'asinello,
vanno verso il paesello.
Mercoledì camminano lemme lemme
e arrivano a Betlemme.
Giovedì, a Maria
sta per nascere il bambino,
presto cerchiamo un posto vicino.
Venerdì tutti aspettano Gesù
ma per Maria e Giuseppe
posto non c'è più.
E' sabato!
San Giuseppe ancora si affanna
e finalmente trova una capanna.
Scendono gli angeli domenica dal cielo,
e la Madonna copre Gesù col suo velo.
 

Lettera a Gesù
Rosa Marra

Caro Gesù,
ti chiedo perdono
perché voglio diventare
un bimbo buono.
Ti chiedo perdono
per tutti i capricci,
ti chiedo perdono
per i bisticci,
perché la maestra
ho fatto arrabbiare,
mamma e papà
ho fatto disperare.
Diventerò più buono,
non lo faccio più.
Per questo ti prego
o Bambino Gesù.

Nel mio presepe
(breve)
Rosa Marra

Una è la stella cometa.
Due sono l'asino e il bue.
Tre i re magi in cammino,
con tre cammelli vicino.
Quattro nel lago le paperelle,
cinque sul prato le pecorelle.
Sei gli alberelli sulle colline,
sette case piccoline.
Otto in cielo son le stelle.
Nove i pastori e nove pastorelle.
Dieci gli angeli lassù.
Tanti auguri per tutti…
e io non conto più.


 

Il Natale dei bambini poveri
Rosa Marra

I bambini poveri
sono felici con poco,
perché anche con niente
inventano un bel gioco.
La mamma lega una pezza
per la sua bambina
e la pezza diventa,
la più bella bambolina.
La bimba felice ninna e culla
quella bambola fatta di nulla.
Galoppa un bambino
in groppa al suo cavallo
e ride anche la scopa
con il manico giallo.
E guarda come è contento
quel bambino:
una scatola di scarpe
è il suo camioncino.
I bambini ricchi
hanno regali costosi
ma spesso sono tristi
e piagnucolosi:
loro non sanno
che, per essere felici,
si può giocare con niente
e avere tanti amici.
Notte di Natale
Rosa Marra

Una stella brilla in cielo,
cantano gli angeli in coro,
annunciano al mondo intero:
-E’ nato il Bambino Gesù!-
Tra Giuseppe e Maria,
è nato in una stalla
e dorme sulla paglia.
Il bue e l’asinello
lo riscaldano col fiato,
Gesù Bambino dorme beato.
Arrivano pastori e pastorelle
portano latte, uova e pecorelle:
Poi tre re magi, venuti da lontano,
mirra, incenso e oro
a Gesù portano in dono.
Anche io verrò a trovarti Gesù Bambino
per portarti in dono il mio cuoricino.
 

Nel mio presepe
 (lunga)
Rosa Marra

Una stella brilla lassù
(la stella cometa),
due persone aspettano Gesù
(Maria e Giuseppe).
Poi ci sono l’asino e il bue:
e io conto ancora due.
Tre re Magi seguono la stella,
con tre cammelli nella notte più bella.
Quattro case piccoline,
cinque alberelli sulle colline,
sei pastori e sei pastorelle,
sette sono le pecorelle,
Otto ne potrai vedere
ognuno intento al suo mestiere:
qui c’è il fabbro, là il fornaio,
l’arrotino ed il lattaio…
Per la gioia di grandi e piccini,
metterò nove lumini.
Infine dieci angeli nel cielo blu,
tanti auguri a tutti
e io non conto più!

 

 

NATALE OGGI

di Augusto Torre

 

 Le luci variopinte,

nei negozi

battono strade illuminate

al neon,

sovraffollate.

La gente ha fretta

non può stare

un minuto a pensare

ad ascoltare il cuore.

“Per mamma questo

e quest’altro per il nonno,

un pacchetto modesto

per il tale

così sarà contento

il giorno di Natale”.

E’ tutto bene in mostra,

già scelto

impacchettato,

infiocchettato,

così bene,ch’è peccato

aprirlo, e lo si acquista

così confezionato.

Che ci sarà?

Doppia sorpresa: a chi lo riceve

a chi lo dà.


PREGHIERA DI NATALE

Ho sognato che il Bambino
venne presso il mio lettino
e mi disse dolcemente:
per Natal mi chiedi niente?
lo pensai per prima cosa
a te mamma si amorosa,
a te babbo, buono tanto
e gli dissi: - Oh Gesù santo,
Mamma e babbo benedici
fa' che sempre sian felici .
Vidi allora il suo bel viso
atteggiars i ad un sorriso
e lo scorsi sparger fiori
su voi, cari genitori.

 

 

LA BUONA NOVELLA

Giuseppe Fanciulli

 

 Ascoltate la novella

che portiamo a tutto il mondo:

è di tutte la più bella,

è fiorita dal profondo.

Nella stalla, ecco, ora è nato

un dolcissimo bambino.

La Madonna l’ha posato

sulla paglia: poverino!

Ma dal misero giaciglio

già la luce si diffonde,

già sorride il divin Figlio

ed il cielo gli risponde.

Quel sorriso benedetto

porti gioia ad ogni tetto!

 

 

NASCE GESU'

di Luisa Nason

 

 Campana piccina

che attandi lassù

intona il tuo canto

che nasce Gesù.

O stella, stellina

che brilli lassù,

ravviva il tuo lume

che passa Gesù

O cuore piccino

che attendi quaggiù

prepara i tuoi doni

che nasce Gesù.

 

PACE DI NATALE

Di paglia e fieno è la tua culla
e non hai panni,non hai nulla;
per riscaldarti fuoco non hai
eppur sorridi,non piangi mai.
Sorridi al bue,sorridi all' asinello,
agli agnellini,al pastorello.
Doni alla Madonna il tuo sorriso
ch'è tutto un raggio di Paradiso,
e la tua Luce ripete al cuore:
Sono la pace,sono l'amore!

 

LA LUCE

Giuseppe Pellegrino

 

La luce guardò in basso

e vide le tenebre:

"Là voglio andare" disse la luce.

 

La pace guardò in basso

e vide la guerra:

"Là voglio andare" disse la pace.

 

L' amore guardò in basso

e vide l'odio:

"Là voglio andare" disse l' amore.

 

Così apparve la luce

e innondò la terra;

 

così apparve la pace

e offrì riposo;

 

così apparve l' amore

e portò la vita.

 

"E il Verbo si fece carne

e dimorò in mezzo a noi".

 

LETTERA AI BAMBINI
Giorgio Panariello

 

Bambini,
Babbo Natale esiste
ed esiste la Befana.
Esistono i tre porcellini
e la fata Morgana
Metti un dente sotto il bicchiere,
il giorno dopo c'è un soldino.
Peter Pan combatte ancora
contro Capitan Uncino.
Ci sono boschi pieni di
folletti e di orsi pasticcioni.
E sistono i giganti,
i draghi, Artù e Merlino.
E se segui quelle briciole
puoi incontrare Pollicino.
Ma anche l'Orco sai esiste,
te lo giuro su me stesso.
Ti dirà:
"C'era una volta",
Stai attento..., c'è anche adesso.

 

 

LETTERA A GESU'

M. Lodi

 

Caro Gesù, 

dà la salute a Mamma e Papà

un pò di soldi ai poverelli,

porta la pace a tutta la terra,

una casetta a chi non ce l'ha

e ai cattivi un pò di bontà.

E se per me niente ci resta

sarà lo stesso una bella festa.

 

 

LA BUONA NOVELLA

 

 Splendete più belle

dolcissime stelle!

Sull’ali dorate

un angelo santo

ci porta Gesù.

E’ nuovo il suo canto:

“Sia pace quaggiù!”.

 

E' NATALE


E' Natale, è Natale,
chi sta bene e chi sta male:
c'è chi mangia il panettone,
lo spumante ed il torrone:
ed invece in qualche terra
i bambini fan la guerra.
Caro mio bel Bambinello
fa' che il mondo sia più bello
e con gli uomini in letizia
tutti in pace ed amicizia.
Ad ognuno fai trovare
ogni giorno da mangiare.
Della neve ogni fiocco
tu trasformalo in balocco
che poi cada lì vicino
ad ogni piccolo bambino.
Manda a tutti il proprio dono
e fammi essere più buono.

 

 

IL MAGO DI NATALE

Gianni Rodari

 

S'io fossi il mago di Natale

farei spuntare un albero di Natale in ogni casa,
 in ogni appartamento

dalle piastrelle del pavimento,

ma non l'alberello finto,

di plastica, dipinto

che vendono adesso all'Upim:

un vero abete,
 un pino di montagna,

con un po' di vento vero

impigliato tra i rami,

che mandi profumo di resina

in tutte le camere,

e sui rami i magici frutti: regali per tutti.

 

Poi con la mia bacchetta me ne andrei a fare magie

per tutte le vie.

 

In via Nazionale

farei crescere
 un albero di Natale

carico di bambole

d'ogni qualità,

che chiudono gli occhi

e chiamano papà,

camminano da sole,

ballano il rock an'roll

e fanno le capriole.

Chi le vuole, le prende:

gratis, s'intende.

 

In piazza San Cosimato

faccio crescere l'albero

del cioccolato;

in via del Tritone

l'albero del panettone

in viale Buozzi

l'albero dei maritozzi,

e in largo di Santa Susanna

quello dei maritozzi con la panna.

 

Continuiamo la passeggiata?

La magia è appena cominciata:

dobbiamo scegliere il posto

all'albero dei trenini:

va bene piazza Mazzini?

 

Quello degli aeroplani

lo faccio in via dei Campani.

 

Ogni strada avrà un albero speciale

e il giorno di Natale

i bimbi faranno

il giro di Roma

a prendersi quel che vorranno.

 

Per ogni giocattolo

colto dal suo ramo

ne spunterà un altro

dello stesso modello

o anche più bello.

 

Per i grandi invece ci sarà

magari in via Condotti

l'albero delle scarpe e dei cappotti.

Tutto questo farei se fossi un mago.

 

Però non lo sono

che posso fare?

 

Non ho che auguri da regalare:

di auguri ne ho tanti,

scegliete quelli che volete,

prendeteli tutti quanti.


NATALE TUTTO L'ANNO
G. Rodari

Se comandasse il pastore
del presepe di cartone
sai che legge farebbe,
firman dola col lungo bastone?
Voglio che oggi non pianga
nel mondo un solo bambino,
che abbiano lo stesso sorriso
il bianco, il moro, il giallino.
Sapet e che casa vi dico,
io che non comando niente?
Tutte queste belle cose
accadranno facilmente.
Se ci diamo la mano
i miracoli si faranno,
e il giorno di Natale
durerà tutto l' anno


Babbo Natale

Babbo Natale
quest'anno verrà
e nel suo sacco che ci sarà?
Treni blú, bambole grandi
Macchine rosse e telefoni gialli
E pennarelli di tutti i colori
Per fare un fiore nel cielo là fuori.
E adesso è ora di andare a letto
E mentre dormo tu scendi dal tetto
Per lasciare i doni a tutti i bimbi buoni.


Natale

Quest'anno Natale
mi ha fatto un bel dono
un dono speciale.

Mi ha dato allegria
canzoni cantate
in gran compagnia.

Mi ha dato pensieri
parole e sorrisi
di amici sinceri.

Dei vecchi regali
non voglio più niente
ad ogni Natale
io voglio la gente.

 

LA BEFANA

Giovanni Pascoli

 

 Viene viene la Befana

vien dai monti a notte fonda.

Come è stanca! La circonda

neve, gelo e tramontana.

Viene viene la Befana.

Ha le mani al petto in croce,

e la neve è il suo mantello

ed il gelo il suo pannello

ed il vento la sua voce.

Ha le mani al petto in croce.

E s’accosta piano piano

alla villa, al casolare,

a guardare, ad ascoltare

or più presso or più lontano.

Piano piano, piano piano.

Che c’è dentro questa villa?

Uno stropiccìo leggero.

Tutto è cheto, tutto è nero.

Un lumino passa e brilla.

Che c’è dentro questa villa?

Guarda e guarda...tre lettini

con tre bimbi a nanna, buoni.

guarda e guarda...ai capitoni

c’è tre calze lunghe e fini.

Oh! tre calze e tre lettini.

Il lumino brilla e scende,

e ne scricchiolan le scale;

il lumino brilla e sale,

e ne palpitan le tende.

Chi mai sale? Chi mai scende?

Co’ suoi doni mamma è scesa,

sale con il suo sorriso.

Il lumino le arde in viso

come lampada di chiesa.

Co’ suoi doni mamma è scesa.

La Befana alla finestra

sente e vede, e s’allontana.

Passa con la tramontana,

passa per la via maestra,

trema ogni uscio, ogni finestra.

E che c’è nel casolare?

Un sospiro lungo e fioco.

Qualche lucciola di fuoco

brilla ancor nel focolare.

Ma che c’è nel casolare?

Guarda e guarda... tre strapunti

con tre bimbi a nanna, buoni.

Tra la cenere e i carboni

c’è tre zoccoli consunti.

Oh! tre scarpe e tre strapunti...

E la mamma veglia e fila

sospirando e singhiozzando,

e rimira a quando a quando

oh! quei tre zoccoli in fila...

Veglia e piange, piange e fila.

La Befana vede e sente;

fugge al monte, ch’è l’aurora.

Quella mamma piange ancora

su quei bimbi senza niente.

La Befana vede e sente.

La Befana sta sul monte.

Ciò che vede è ciò che vide:

c’è chi piange e c’è chi ride;

essa ha nuvoli alla fronte,

mentre sta sull’aspro monte.

L'ALBERO DI NATALE

Ogni stagione un albero
di palle da mangiare:
Natale è tutto l'anno
non vi pare?
A primavera
ciliegie fresche;
in estate
mele e pesche;
in autunno
castagne e noci;
in inverno
i mandarini.
Ogni stagione
un albero
di palle da mangiare:
Natale è tutto l'anno
non vi pare?

Natale
M. Bernardini Zaniboni


Mezzanotte di Natale!
Ecco squilla una campana;
nel silenzio il dolce suono
s'avvicina ... s'allontana.
Din ... don ... dan ...
Che c'è mai là in quella grotta?
C'è una stella risplendente,
c'è un bambino appena nato
che vagisce dolcemente!
Din ... don ... dan ...
Alleluia! Poverello!
Ora è nato il Redentore,
alla terra tormentata
sia di pace apportatore
.


 


Natale
R. Pezzani


Nato Gesù, Maria se lo guardava
che così bello non l'immaginava.
Giuseppe accese un focherello e disse
che lo scaldava perché non patisse.
La stella d'oro si fermò sul tetto
e si mise a cantare un angioletto;
e il pastore si mise a camminare
e tutto il gregge dietro a scampanare.
Dicevan tutti: « Un bimbo così bello
chi non vorrebbe averlo per fratello? »
Maria se lo fasciava con amore
perché era il suo Figlio e il suo Signore.

 



SANTO NATALE
Fernando Cipollone

In un mondo ogni giorno più oscuro, più frenetico, ingiusto e immorale, la speranza di un lieto futuro
 é la "Luce" che nasce a Natale.
Solo "Lui" può incarnare l'amore
 e irradiarlo in un mondo in declino, chi l'accoglie trasforma il suo cuore e intraprende un più giusto cammino
Un cammino che inizia dal nulla,
da una semplice gelida grotta,
da un "Bambino" in un'umile culla, da una "Santa" magnifica notte.
Ma prosegue per tutta la terra
dove regna miseria ed orrore,
dove soffiano venti di guerra,
dove l'odio sovrasta l'amore,
dove il debole invoca giustizia, l'affamato non ha da mangiare,
i bambini tra topi e sporcizia,
tanti "Cristi" a soffrire e pregare. Proprio qui s'interrompe il cammino per infondere nuove speranze,
 per mutare a fratelli il destino accorciando inumane distanze.
Che sia questo per tutti un dovere,
 il trionfo del bene sul male,
 Dio é "Amore" ma senza frontiere, dice il "Bimbo" che nasce a Natale.

I MAGI

Angiolo Silvio Novaro

 

La carovana

non è lontana

dei Magi d'Oriente.

Scalpitìo di cavalli si sente,

suoni di pifferi, confuse

aria di cornamuse.

I re portano tesori

su cavalli bardati d'argento,

e i pastori a passo lento

ingenui cuori.

 


 

BUON BUONISSIMO NATALE

Buon buonissimo Natale
alle mamme ed ai papà.
Un augurio un po' speciale
grazie a tutti in quantità.
Grazie a voi per la pazienza,
per l'amore, l'allegria :
non potremmo fare senza
della vostra compagnia.
Buon buonissimo Natale
luci, festa, panettoni :
non sarebbe proprio male
se noi fossimo più buoni...
Però insieme agli altri doni
vi facciamo una richiesta
che per noi bambini buoni
renda super questa festa.
Piace tanto a noi bambini
stare insieme alla famiglia :
babbo, mamma, fratellini
e nessuno si accapiglia.
Vi chiediamo di giocare,
senza fretta, senza affanno,
star vicini, chiacchierare
fino almeno a Capodanno.
Buon buonissimo Natale
e anche buona Epifania :
saran feste senza uguale
se vissute in armonia.

 

IL MONDO HA UN OCCHIO SOLO

Siamo in tanti
a non essere stati invitati,
la tavola è pronta
ma noi dietro i vetri
guardiamo gli altri
 ridere e star bene.
Siamo in tanti,
in troppi a guardare,
vorremmo essere li,
siamo pronti a star bene
e anche a pagare il conto
alla fine, con una mano sul cuore.
Ma chi è che ha chiuso
in principio la porta
in faccia a gente buona come noi
cosi buona che non capisce nemmeno le ragioni
che ci proibiscono di entrare e star bene?
Questa festa non è né lunga né tranquilla,
il mondo ha un occhio solo, capite,
e non si divertiranno
le donne ben vestite,
non dormiranno in pace
gli uomini grassi,
non canteranno le strade ed i bambini
finchè non entreremo anche noi
a ridere insieme, poi a pagare il conto.



PROFUMO DI NATALE
(maestra Anna)

Ora che è Natale
l'aria diventa un po' speciale:
profumi, luci e suoni
e tutti sembrano più buoni.
...Io, come l'angioletto,
sto vicino a quel Bimbetto ...
e vi dico con tutto il cuore:
qui è la luce dell'amore,
qui è il suono della pace,
qui è il profumo che mi piace:
sa di speranza, di gioia, di allegria
come quello di casa mia!
 


 


 

A GESU' BAMBINO

di Umberto Saba

 

 La notte è scesa

e brilla la cometa

che ha segnato il cammino.

Sono davanti a Te, Santo Bambino!

Tu, Re dell’universo,

ci hai insegnato

che tutte le creature sono uguali,

che le distingue solo la bontà,

tesoro immenso,

dato al povero e al ricco.

Gesù, fa’ ch’io sia buono,

che in cuore non abbia che dolcezza.

Fa’ che il tuo dono

s’accresca in me ogni giorno

e intorno lo diffonda,

nel Tuo nome.

 

 

 

C'ERA

di Juan Ramon Jmenez

 

 L’agnello belava dolcemente.

L’asino, tenero, si allietava

in un caldo chiamare.

Il cane latrava

quasi parlando alle stelle.

Mi svegliai…Uscii. Vidi orme

celesti sul terreno

fiorito

come un cielo capovolto.

Un soffio tiepido e soave

velava l’alberata:

la luna andava declinando

in un occaso d’oro e di seta

apersi la stalla per vedere se Egli

era là…

C’era…
 


E' NATO GESU'

Ettore Bogno

 

 Il gregge stanco ansando riposava

sotto le stelle nella notte fonda.

Dormivano i pastori. Il tempo andava.

Qund'ecco una gran luce il cielo inonda.

E' mezzanotte. Ed ecco un dolce canto

suona per l'aria, in armonia gioconda.

Si destano i pastori, al gregge accanto,

e ascoltano: "Sia gloria a Dio nei cieli

e pace in terra all'uomo!". O dolce incanto!

E' nato un bimbo tutto luce e amore.

In una stalla, avvolto in pochi veli,

povero è nato e pure é il Re dei cieli.

E dice a tutti: "State cuore a cuore,

come fratelli! Non odiate mai!

L'anima che perdona è come un fiore.

Chi crede in me non perirà mai".

 

DOLCE DI NATALE

Il dolce di Natale
più buono che ci sia
si prepara in famiglia,
in pace e così sia!
Si prende una misura
ben colma di pazienza,
di gentilezza un pugno,
molta condiscendenza,
si aggiungono all'insieme
 comprensione e buoncuore,
si unisce un grosso pizzico
di dolcissimo amore,
astuzia e tenerezza
non possono mancare,
danno un tocco squisito,
 molto particolare,
e infine l'allegria
in grande quantità,
si cuoce lentamente,
una vera bontà.

Natale, Poesie di Natale, Storia dei Re Magi

Preghiera di Natale

Questa notte nel mio lettino,
pregherò Te, Gesù Bambino.
Dona, Ti prego, il tuo perdono
a tutti quelli che buoni non sono.
Alla mia mamma e al mio papà
dona, Ti prego, felicità.
A tutti quelli cui voglio bene,
fa’ che leggere siano le pene.
Fa’ che gli uomini d’ogni colore
trovino sempre soltanto amore.

L'ABETE DI NATALE
Gianni Rodari


Chi abita sull'abete
tra i doni e le comete?

C' è un Babbo Natale
alto quanto un ditale.
Ci sono i sette nani,
gli indiani,
i marziani.

Ci ha fatto il suo nido
perfino Mignolino.

C'è posto per tutti,
per tutti c'è un lumino
e tanta pace per chi la vuole
per chi da che la pace
scalda anche più del sole



 


Natale...a Napoli
 
E' nnato Nennillo, è nnato 'a speranza d'o munno

Uhè genta gè,
si 'mbietto 'nu core tenite,
nun state 'jnte case 'nzerrate,
ascite, ascite 'cca fore,
ch'è 'nnato 'lù Ninno che porta
'a speranza p' 'o munno,
è 'nnato 'o Signore de tutte 'e Signore,
è 'nnato lu rè padrone d'e rè,
che gioia 'jnt 'o core a purtate.

Guardammece attuorne
cu' l'uocchie, e 'na vota,
sciùglimme sti file 'e speranza,
c' 'avimme 'ndricciate,
ascite, ascite, e 'ncielo guardate!
'stu bellu splennore
da stella cu' a cora, fa luce e rè maggie,
pè vie l 'accumpagne, a ddò ce stà Ninno,
è 'overe, è 'overe che pace me sente,
e vuie a sentite?

Guardannece attuorno,
cchiù 'ddoce è 'o sapore d'à vita,
c'addore 'jint'a 'Ilaria de frutte e ciardini,
cu 'o genio 'jnt'o core
e vulerce cchiù bene,
pizziente, rignante, stanotte so' eguale,
scetateve gente, è 'overe è Natale.

Hoi suonne vattenne, si già stò sunnanno,
vurria sta nottata n'àvessa furnì,
si' pace p'ò munno nuie stamme priànno,
'a chistu creature che mò st'à durmì.

E dorme 'o ninnillo, 'nmiezo 'ammuina,
è annuro e 'sti carne sò fredde po' ggelo,
culore e 'nu sciore, culore d'è rose,
sunate 'nzampogne, sunate 'a novena,
sunate pe' chi natale nun crere,
sunate pè' chillo cà fatto e fa bbene.

Sunate p'àmmore, cù tutto 'nu sciato,
si pure 'mò fosse pè l'urdema vota,
purtate 'a nuvela 'jind 'e core dà gente,
facimme 'mmuina cu' gioia, alluccate,
cantate, sunate e 'nziemo abballate,
Natale 'mo nasce, 'a vita se sceta,
'na veppeta 'e vino, 'a chi tene seta,
scurdammece 'o male, ci' 'aiuta a fa bene,
sunate 'nzampogne pè chi resta sulo,
pà mamma ca prega p'o' figlio malato,
pe' chi sta nottata 'o carcere 'o scuro,
pe chillo cà tremma e' 'nu friddo 'e paura.

Pecchè 'jnt'à vita, nun se sente o' sicuro,
facite e 'stu suono che sana 'sta terra,
che ferma pè sempe l'odio d' e guerre,
sunate 'nzampogne pè tutte 'sti chiese,
scetatele 'a gente, che nate 'o Signore,
p'e chillo che campa, cu' 'a mana stesa,
pà genta ch'è sazia e nun crere 'o riuno,
pe chillo che dorme ncopp' 'e cartune,

sunate, sunate pè chisto e pè chillo,
stà santa nuttata è nnato 'o Nennillo.

[Mario Vastarella]


Natale
 

QUANNO NASCETTE NINNO
S. Alfonso Maria De' Liguori

Quanno nascette Ninno,
quanno nascette Ninno a Betlemme,
era notte e pareva miezojuorno...
Maje le stelle,lustre e belle,
se vedèttero accussí...
e 'a cchiù lucente,
jette a chiammá li Magge a ll'Uriente.

De pressa se scetajeno
de pressa se scetajeno ll'aucielle...
cantanno de na forma tutta nova:
Pe' nsi' 'agrille,co' li strille,
e zompanno 'a ccá e 'a llá:
- E' nato! E' nato! -
- decévano - lo Dio che nce ha criato! -

Co' tutto ch'era vierno,
co' tutto ch'era vierno, Ninno bello,
nascettero a migliara rose e sciure...
Pe' nsi' 'o ffieno,sicco e tuosto,
ca fuje puosto sott'a te,
se 'nfigliulette
e de frunnelle e sciure se vestette...


A no paese che,
a no paese che se chiamma Ngadde,
sciurettero le vvigne e ascette ll'uva.
Ninno mio sapuretiello,
rappusciello d'uva si' tu...
ca, tutt'ammore,
faje doce 'a vocca e po' 'mbriache 'e core!

Non c'erano nemice
non c'erano nemice pe' la terra:
La pecora pasceva co' 'o lione
Co''o capretto,se vedette
'o liupardo pazzeá...
Ll'urzo e 'o vetiello
e, co' lo lupo, 'mpace 'o pecoriello.


S'arrevotaje 'nsomma
s'arrevotaje 'nsomma tutt''o munno:
lo cielo, 'a terra, 'o mare e tutt''e ggente...
Chi dormeva, se senteva
'mpiett''o core pazzeá
pe' la prejezza;
E se sonnava pace e contentezza...

Guardavano le ppecore,
guardavano le ppecore, 'e Pasture...
E n'Angelo, sbrennente
cchiù d''o sole,
Comparette e lle decette:
- No ve spaventate, no!
Contento e riso!
la terra è addeventata Paraviso! -


A vuje è nato ogge,
A vuje è nato ogge, a Bettalemme,
d''o munno, ll'aspettato Sarvatore...
Dint''e panne
'o trovarrite,
non potite maje sgarrá,
arravogliato...
e dint'a lu Presebbio corecato...


A meliune ll'Angiule
a meliune ll'Angiule calaro...
co' chiste se mettettero a cantare;
- Gloria a Dio,
pace 'nterra
Nu' cchiù guerra...è nato giá
lo rre d'ammore
che dá prejezza e pace a ogne core... -


Sbatteva 'o core 'mpietto
sbatteva 'o core 'mpietto a sti Pasture
e ll'uno po' deceva 'nfacci'a ll'ato:
- Ché tardammo?
priesto, jammo
ca mme sento ascevolí
pe' lo golío
ca tengo de vedé stu Ninno Dio!...

Zompanno comm'a ciévere
zompanno comm'a ciévere ferute,
jettero li pasture a la capanna...
Llá trovajeno
a Maria
co' Giusepe e 'a Gioja mia
e 'nchillo Viso
provajeno no muorzo 'e Paraviso..

Restajeno 'ncantate
restajeno 'ncantate e voccapierte
pe' tantu tiempo senza di' parola...
po' jettanno,
lacremanno,
no sospiro pe' sfogá...
da dint''o core,
cacciajeno, a migliara, atte d'ammore.


C''a scusa de donare
c''a scusa de donare li presiente
se jettero azzeccanno chiano chiano...
Ninno no'
li rifiutaje
ll'azzettaje, comm'a che,
po' lle mettette
la mano 'ncapa e li benedicette...

Piglianno confedenzia
piglianno confedenzia a poco a poco,
cercajeno lecenzia a la Madonna...
Se magnajeno
li pedille
co vasille, 'mprimma e po'
chelle mmanelle...
a ll'urdemo, lo musso e 'e mascarielle...

Po' assieme se mettettero
po' assieme se mettettero a sonare
e a cantá co' ll'Angiule e Maria
co' na voce,
accossí doce,
ca Gesù facette: Aaaah - há...
e po' chiudette
chill'uocchie aggraziate e s'addurmette.


La nonna che cantajeno
la nonna che cantajeno
a me mme pare
ch'avett''a èsse' chella ca mo dico:
Ma 'nfrattanto
io la canto,
'mmaggenateve de stá
co li pasture
vicino a Ninno bello vuje pure...

 

N' 'atu Natale"

Pe d'int' 'a ll' aria
già se sente àddore
'e chella frutta fresca
d' 'e ciardine,
me sente 'ca me sbatte
 chhiu' stu' core
'mo' ca Natale
chiano s'avvicine.

Già se 'so mmise
'e prime bancarelle,
già sento e 'vveco
'e prime zampognare,
quanta ricorde,
fatte 'e stelletelle,
ricorde doce,
ca se so' fatte amare.

'A gente s'è cagnata,
 'unne 'a stessa,
'e sti natale
nun prova sentimente,
songhe pasture,
so deventate 'e gesso,
guarda 'o presebbio,
cu' n'aria indifferente.

Chesta speranza,
che nasce mieze 'o mmale
e' ogne 'anno '
nce fa luce 'o buon 'juorno
'na lucia viva
'a 'stu n'atu Natale.
'Nve' vene o genio!
e resta' tutte attuorno

'a chistu bammeniello,
 ca 'mo e' nato,
che torna c' 'o destino
'e purta' 'a crocia
pe' 'nce f' arricurda'
che simme frate,
suonno e' ricorde;
so' pezzechille doce.

[Mario Vastarella]

24 DICEMBRE

E’ nu ricamo ‘o suono ‘e na zampogna
ca vene ‘a miez’’a via,
fredda e sulagna,
e dint’a chesta casa chiena ‘e luce,
quanti ccose se stanno appriparanno.

Nannina sta facenno ‘e zeppullelle
‘e cavule e ricotta
 mentre ‘o nonno
smiccéa scapuzzianno
‘ncopp’‘a seggia
‘o nennillo ca ‘o tira p’’o cazone.

Mammema sta taglianno ‘o capitone.
Papa’ sbarianno
attuorno a stu presebbio,
smanea pa’ fa’ appiccia’ na lampadina
senza addunarse ca s’e’ fulminata.

E pe’ tramente ‘o viento tuppettea
‘nfaccia ‘e llastre,
io sento dint’’o core
nu tremmulio,
nu spànteco, na freva,
n’arteteca me frezzechèa ‘int’’e vvene.

E sfrenneséo,
 guardanno chistu vico,
me pare d’‘o vedè ammantato ‘e janco
isso,ch’è stato sempe puvieriello,
all’uocchie mieie mo pare nu rignante.

‘A campana d’‘a chiesia d’‘a Cuncordia
mo gia’ se fa’ senti’,
sunanno a ffesta,
manca nu quarto d’ora a mezanotte,
sorema guarda fore a’ na fenesta…

«‘O pranzo e’ pronto!» - Nanninella allucca
v’arraccumanno stu giarrone
‘e vino
si non po’ doppo cca’ se fa ‘a cummeddia;
pirciò cercammo ‘e nun ce ‘ntusseca’.

Ninno mo dorme
‘mbraccio a mammarella
dint’’a stanza
tutto è silenzio attuorno,
io guardo chesta scena,
comm’è bella!
Sta pace ‘int’’a famiglia
 comm’è doce!

Ma ‘o nonno rompe
stu silenzio ‘e ggelo
è ‘o cchiu’ abbasato
e dice cose sante:
«È nato ‘o figlio ‘e Ddio,
 Nostro Signore!»
…E ce facimme ‘a croce tutte quante.

Luciano SOMMA



Natale

Duie angiulille ‘ncopp ‘o prisepie
A vocca aperta stann ‘a guardà

Paren' e dicere: “Gesù! Gesù!”
Tu proprie mò si ghiut’a nascere!

Cu chistu fridd', cu chesta neve,
senza na casa, senza nu panne,
cu tante guaie?

Dice o Signore:
“Nun teng nient ma teng tutt,
teng l’ammore ca scarfe o core

E song venut pe ve purtà
Tutt’è tesore e l’umanità”

TORNA NATALE … MA COMME ?

Che bella ausanza ce steva a Natale!
Se faceva 'o presebbio dint''e ccase.
Pecchè Gesù Bammino rialava
'a pace dint''o core d''e famiglie.
Mo currimmo. Nun ce guardammo 'nfaccia
Pecchè nun c'è cchiù tempo pe' ll'amore.
Quale Presebbio cu Gesù Bammino
quanno se penza a fa' surtanto 'e sorde
e nun vedimmo a chi ce sta vicino
e stenne 'a mano pe' cerca' n'aiuto'?
Dint''e feneste nun se vede cchiù
splennere 'e luce chella Grotta antica
addo' ogne criaturella,
cu 'a festa dint'a ll'uocchie,
pusava 'o pasturiello,
pazzianno attuorno a sta surgente 'e vita …
ll'ommo se scorda 'o Cielo.
Quanno sta buono nun se 'mporta 'e niente:
né 'e Dio e né d''a gente!
Sultanto quanno soffre e tene guaie
s'arricorda d''o munno
e, quacche vota, s'avvicina a Dio.
Natale torn ancor !
Guardammoce cu 'e core cchiù sincere!
Vestimmoce 'a re Magge pure nuie !
Portammo 'a gioia 'e nu dono d'ammore!...
Dammo na mano a chi soffre…
Sulo accussì po' essere Natale.

 

N’at’Alba 
 
Luciano Somma

L’eco luntano
ca chiano se perde
d’‘o suono ‘e nuvena,
ce porta na nota
‘ntunata d’‘a musica 
doce ‘e Natale.

Pe’ ll’aria,
prufumo ‘e Dicembre,
l’addore d’‘e ppigne.

P’‘e vvie,
frasturnate ‘e rummore,
na smania ‘e sereno.

E ll’uocchie
s’aizeno ‘ncielo
cercanno na lampa cchiù nova
ca desse a stu munno
cuncreta certezza,
ca desse a nu suonno,
vacante ‘e speranza,
chiarore ‘e n’at’alba,
n’at’alba ‘e Natale.

 

 

E' Natale

Luciano SOMMA

'O palpito 'e mille campane
che sonano p''a mezanotte
'a gioia che da' st'ammuina
anticipa nu quarantotto.

Aunite,c''o sciato 'e ll'affetto,
ce sta' tutta quanta 'a famiglia
e' doce a campa' stu mumento
ch'astregna sti core,atturciglia.

Miraculo 'e n'attimo 'e pace
na sosta pe' l'anzia 'e l'affanno
pe' nuje,ca pasture 'e presebbio,
avimmo campato nat'anno.

Vurria ca stu tiempo nemico
putesse ferma' sti minute,
sti ffacce,sti vvocche,sti mmane.
Na voce ch'allucca:Salute!

Chist'uocchie che guardano 'a cimma
'e n'albero addo' l'abbundanza
sta dint''e ggranate d''e lluce
ch'appicciano 'o ffuoco 'e st'ausanza.

Chist'uocchie ca cercano 'o bbene
tra mille culure 'e biancale
stunate e 'mbriacate p''o vino
mo so' lampe 'e vita,e' Natale!


 

Natale, Poesie di Natale, Storia dei Re Magi

Presepio in Costruzione

Ma che fai?
Addò miette stu craparo?
Chillo te leva tutt' 'a visuale!...
S'ha da mettere accanto all'animale!
E leva 'a lloco chi sto zampugnaro!

E addò se schiaffa?
Ma, cretino caro,
che d'è, presepio, o fosse funerale?!
Comme! Uno appriesso all'ato!
'0 castagnaro,
'0 scartellatol6,
'0 turco e '0 speziale?

Distribuisci! Fanne una scenetta!
Nu gruppetto c'almeno fa figura!
Che significa, llà, chella carretta?

E chella pacchianella dint' '0 sciallo!
Chella! Chella che porta 'a criatura!...
M' 'a piazze sott' 'a coda d' '0 cavallo!

Ma c'aggia fa'! Me state mbriacanno
in tal modo, ca perdo' e ccerevella!
Zi Pascalino ha da fa'
che sto ogn'anno!
E vattenne, ca si' na muzzarella

Stai da tre giorni in casa, revutanno
e nun me sai ncullà na casarella!
Comme! Tu vide ca te sto ajutanno,
e fai l'atto 'e superbia e l'angarella!

L'aseniello addo sta?..
Ma che.ne saccio!
Le stanne danno na mana'e vernice...
E San Giuseppe?
Le manca nu vraccio?!
E'o voie? È senza corne?
E comme va?
Tu nun me siente?
Bestia! Che nne dice?
'E ccorne?..
Addimandatelo a papà...

Nott' 'e Natale

Dint'a na grotta scura
 dormeno 'e zampugnare:
dormeno, appese a 'e mura,
e ronfeno, 'e zampogne
quase abbuffate ancora
'a ll'urdema nuvena;
e, ghianca, accumparesce e saglie ncielo,
dint' 'a chiara nuttata, 'a luna chiena.

Dormeno: a mezzanotte
cchiù de n'ora ce manca;
e se sparano botte,
s'appicceno bengala,
e se canta e se sona
per tutto 'o vicenato...
Ma 'o Bammeniello nun è nato ancora,
e nun s'è apierto ancora 'o Viscuvato.

Fora, doppo magnato,
esce nfucata, 'a gente:
ccà d' 'o viento gelato,
p' 'e fierre d' 'a cancella,
 trase 'a furia ogne tanto...
E c' 'o viento, e c' 'o friddo
ncopp' 'a paglia pugnente, a ppare a ppare,
dormeno, stracque e strutte, 'e zampugnare

Natale, Poesie di Natale, Storia dei Re Magi

Comm’è bello Natale

Comm’è bello Natale, ‘a sera d’à vigilia,
è tutta n’alleria, p’à nascita e Gesù.
‘A tavola apparicchiata,  l’albero illuminato,
o presepio sta stutato, pecchè a mezanott s’adda appiccià.
Mammà rint ‘a cucina, pripara e ccose bbone,
e fria ‘o capiton, can un ce po’ mancà.
‘A casa è chiena e fummo, allocca già papà:
“Arape stù barcone, ca nun se po’ rispirà!
‘O nonn fiddigliuso, ch’e mman rint ‘e mman,
accanto a nù vraciere, se piglia tutto ‘o calore. 
Mammà ha penzat a tutto, po’ pranzo natalizio,

‘e vruoccl, ‘a gallina, ‘e ciociol, ‘o mellone,
‘o dolce, ‘a vermutta, insomma, ce stà tutto.
Natale è provvidenza, ce pensa ‘o Bambinello,
‘o ricco e o puveriello, a tutt fa mangià.

 

 

Pecchè Sulo a Natale?

‘O suono ‘e na zampogna
na smania ‘e vulè bbene,
N’albero chino ‘e luce
nu desiderio ‘e pace.
 

Se stenne ‘a mano pure
a n’antico rivale
se sprecano l’augurie,
è ggià, pecch’è Natale.
 

Sarrà p’‘o clima ‘e festa
che porta ‘a ricurrenza,
‘o core cagna veste
ritrova na cuscienza.
 

‘Sta vita, pe’ nu juorno
diventa na livella
e ‘a ggente tutt’attuorno
chisà, pare cchiù bella!


Pure n’ommo ‘nfamone
carezza n’animale
nun fà cchiù ‘o fetendone
le pare naturale.
 

‘O popolo ‘e stu munno,
arravugliato ‘e male,
diventa bbuono ‘nfunno…
Pecchè sulo a Natale? 

(Luciano Somma)

LL’URDEMA NUVENA
Luciano Somma

‘E zampugnare
sempe cchiù raramente
se vedono p’‘e vvie
addò ‘a folla pe’ correre
nun tene manco ‘o tiempo
‘e risciatà.

Pe’ ll’aria, ‘nzieme a nu prufumo ‘e pigne,
se spanneno ‘e nnote, letania ‘e Dicembre
‘e na nuvena scurdata…
Quanta suspire vedenno
na sporta ‘e legnasante…

Fore a na chiesia
miez’‘o tanfo d’‘a gente,
esce ‘o coro ‘e n’Ave Mmaria
mentre na mana se stenne…
Natale nun è pe’ tutte quante
na festa, nu mutivo d’alleria,
è quase sempe na malincunia
pe’ chi tene ‘int’‘o core na poesia.

Addò sta cchiù chella canzone antica
ca parlava d’ammore ‘e nu cafone
pe’ na signora, ch’era tutta Napule,
chien’‘e ricchezza, tutta nu splennore.

E mo sti pasturielle,
luntane d’‘a famiglia pe’ nu mese
accummneciano quanno è ‘a Mmaculata
cercanno ‘a carità pe’ na sunata.

Dint’‘e vascie
addò na vota steveno ‘e madonne,
o na figura ‘e Sante, o Giesù Cristo
truneggia grossa ‘na televisione.

Ma che scennite a fà ‘a sti muntagne
d’‘o Mulise, Matese, d’Avellino,
nun v’accurgite c’ogge n’automobbile
nun v’accumpagna comme a nu traino…

Chiagneve ajere nu ciaramellaro,
core ‘e pute, nu travaso ‘e bbene
mentre sunava, comm’a ffunerale,
‘e nnote triste ‘e ll’urdema nuvena…

 

NATALE
Paolo Schettino

Quaccheduno ca è furastiero,
ca vène a fore,
insomma ca nun è 'e ccà
dumanda: «Ma a Natale, a cheste parte, che se fà?».

S'accummence a primma da' 'Maculata
cu' albero, presepe, luci e luciarelle
e 'ncoppa 'a grotta nun mancà mai 'a stelletella,
pecchè è proprio chella ca purtaje 'e Re cu' 'e doni
là a Betlemme, addò nascette 'o Salvatore.

'E zampognari, invece, chilli se vedeno già a nuvembre,
ca sonano pe' case pe' poco e niente
rallegranno pure 'e cchiù scuntenti.

Pe' chi nun 'o sapesse, a cheste parte,
'e vigilie so' 'e principesse
e quanno è 'a sera do' ventiquattro,
tra 'nu spaghetto e 'nu friariello,
'na 'nzalata e paparacchiella,
summente, fichi, datteri, noce e nocelle,
s'aspetta 'a mezanotte ca nasce 'o Bambeniello.

Nun ce scurdammo po' 'a tumbuliata,
ca si manca so' pene amare,
cu' 'e scorze 'e mandarino o cu' 'e fasule
se segna l'ambo, 'o terno, quaterna e quintina
e chi fà tombola se sente 'o Re o 'a Regina.

'A matina do' vintincinque,
pe' chi nun era juto 'a sera, se va a sentì 'a Messa
e turnanno pe' l'ora 'e pranzo
s'accummence 'nata vota, se fà pe' dicere, 'a spuzzechià.

A capodanno è 'a stessa storia
e quanno scocca l'anno nuovo
pare ca se ne scenne 'o munno,
'nu tric-trac, 'na botta e 'nu 'mbiancale,
gente che 'mbrinda e chianne 'e commozione,
se continua 'a festeggià pe' tutta 'a notte.

Chisto è 'o Natale napulitano,
ca allegramente passa pure pe' chi
spisso, tanto felice nun è.

 

 

 

 

 

 


 

 


 

 


 


 

 

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