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IL MAGO DI NATALE
Gianni Rodari
S'io fossi il mago di
Natale
farei spuntare un albero
di Natale in ogni casa,
in ogni
appartamento
dalle piastrelle del
pavimento,
ma non l'alberello finto,
di plastica, dipinto
che vendono adesso all'Upim:
un vero abete,
un pino di
montagna,
con un po' di vento vero
impigliato tra i rami,
che mandi profumo di
resina
in tutte le camere,
e sui rami i magici
frutti: regali per tutti.
Poi con la mia bacchetta
me ne andrei a fare magie
per tutte le vie.
In via Nazionale
farei crescere
un albero
di Natale
carico di bambole
d'ogni qualità,
che chiudono gli occhi
e chiamano papà,
camminano da sole,
ballano il rock an'roll
e fanno le capriole.
Chi le vuole, le prende:
gratis, s'intende.
In piazza San Cosimato
faccio crescere l'albero
del cioccolato;
in via del Tritone
l'albero del panettone
in viale Buozzi
l'albero dei maritozzi,
e in largo di Santa
Susanna
quello dei maritozzi con
la panna.
Continuiamo la
passeggiata?
La magia è appena
cominciata:
dobbiamo scegliere il
posto
all'albero dei trenini:
va bene piazza Mazzini?
Quello degli aeroplani
lo faccio in via dei
Campani.
Ogni strada avrà un albero
speciale
e il giorno di Natale
i bimbi faranno
il giro di Roma
a prendersi quel che
vorranno.
Per ogni giocattolo
colto dal suo ramo
ne spunterà un altro
dello stesso modello
o anche più bello.
Per i grandi invece ci
sarà
magari in via Condotti
l'albero delle scarpe e
dei cappotti.
Tutto questo farei se
fossi un mago.
Però non lo sono
che posso fare?
Non ho che auguri da
regalare:
di auguri ne ho tanti,
scegliete quelli che
volete,
prendeteli tutti quanti.

NATALE TUTTO L'ANNO
G. Rodari
Se comandasse il pastore
del presepe di cartone
sai che legge farebbe,
firman dola col lungo bastone?
Voglio che oggi non pianga
nel mondo un solo bambino,
che abbiano lo stesso sorriso
il bianco, il moro, il giallino.
Sapet e che casa vi dico,
io che non comando niente?
Tutte queste belle cose
accadranno facilmente.
Se ci diamo la mano
i miracoli si faranno,
e il giorno di Natale
durerà tutto l' anno |
LA BEFANA
Giovanni Pascoli
Viene viene la Befana
vien dai monti a notte
fonda.
Come è stanca! La circonda
neve, gelo e tramontana.
Viene viene la Befana.
Ha le mani al petto in
croce,
e la neve è il suo
mantello
ed il gelo il suo pannello
ed il vento la sua voce.
Ha le mani al petto in
croce.
E s’accosta piano piano
alla villa, al casolare,
a guardare, ad ascoltare
or più presso or più
lontano.
Piano piano, piano piano.
Che c’è dentro questa
villa?
Uno stropiccìo leggero.
Tutto è cheto, tutto è
nero.
Un lumino passa e brilla.
Che c’è dentro questa
villa?
Guarda e guarda...tre
lettini
con tre bimbi a nanna,
buoni.
guarda e guarda...ai
capitoni
c’è tre calze lunghe e
fini.
Oh! tre calze e tre
lettini.
Il lumino brilla e scende,
e ne scricchiolan le
scale;
il lumino brilla e sale,
e ne palpitan le tende.
Chi mai sale? Chi mai
scende?
Co’ suoi doni mamma è
scesa,
sale con il suo sorriso.
Il lumino le arde in viso
come lampada di chiesa.
Co’ suoi doni mamma è
scesa.
La Befana alla finestra
sente e vede, e
s’allontana.
Passa con la tramontana,
passa per la via maestra,
trema ogni uscio, ogni
finestra.
E che c’è nel casolare?
Un sospiro lungo e fioco.
Qualche lucciola di fuoco
brilla ancor nel focolare.
Ma che c’è nel casolare?
Guarda e guarda... tre
strapunti
con tre bimbi a nanna,
buoni.
Tra la cenere e i carboni
c’è tre zoccoli consunti.
Oh! tre scarpe e tre
strapunti...
E la mamma veglia e fila
sospirando e
singhiozzando,
e rimira a quando a quando
oh! quei tre zoccoli in
fila...
Veglia e piange, piange e
fila.
La Befana vede e sente;
fugge al monte, ch’è
l’aurora.
Quella mamma piange ancora
su quei bimbi senza
niente.
La Befana vede e sente.
La Befana sta sul monte.
Ciò che vede è ciò che
vide:
c’è chi piange e c’è chi
ride;
essa ha nuvoli alla
fronte,
mentre sta sull’aspro
monte.

L'ALBERO DI
NATALE
Ogni
stagione un albero
di palle da mangiare:
Natale è tutto l'anno
non vi pare?
A primavera
ciliegie fresche;
in estate
mele e pesche;
in autunno
castagne e noci;
in inverno
i mandarini.
Ogni stagione
un albero
di palle da mangiare:
Natale è tutto l'anno
non vi pare?

Natale
M. Bernardini Zaniboni
Mezzanotte di Natale!
Ecco squilla una campana;
nel silenzio il dolce suono
s'avvicina ... s'allontana.
Din ... don ... dan ...
Che c'è mai là in quella grotta?
C'è una stella risplendente,
c'è un bambino appena nato
che vagisce dolcemente!
Din ... don ... dan ...
Alleluia! Poverello!
Ora è nato il Redentore,
alla terra tormentata
sia di pace apportatore.
Natale
R. Pezzani
Nato Gesù, Maria se lo guardava
che così bello non l'immaginava.
Giuseppe accese un focherello e disse
che lo scaldava perché non patisse.
La stella d'oro si fermò sul tetto
e si mise a cantare un angioletto;
e il pastore si mise a camminare
e tutto il gregge dietro a scampanare.
Dicevan tutti: « Un bimbo così bello
chi non vorrebbe averlo per fratello? »
Maria se lo fasciava con amore
perché era il suo Figlio e il suo Signore.
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SANTO NATALE
Fernando Cipollone
In un mondo ogni giorno
più oscuro, più frenetico, ingiusto e immorale, la speranza di un lieto
futuro
é la "Luce" che nasce a Natale.
Solo "Lui" può incarnare l'amore
e irradiarlo in un mondo in declino, chi l'accoglie trasforma il suo cuore
e intraprende un più giusto cammino
Un cammino che inizia dal nulla,
da una semplice gelida grotta,
da un "Bambino" in un'umile culla, da una "Santa" magnifica notte.
Ma prosegue per tutta la terra
dove regna miseria ed orrore,
dove soffiano venti di guerra,
dove l'odio sovrasta l'amore,
dove il debole invoca giustizia, l'affamato non ha da mangiare,
i bambini tra topi e sporcizia,
tanti "Cristi" a soffrire e pregare. Proprio qui s'interrompe il cammino
per infondere nuove speranze,
per mutare a fratelli il destino accorciando inumane distanze.
Che sia questo per tutti un dovere,
il trionfo del bene sul male,
Dio é "Amore" ma senza frontiere, dice il "Bimbo" che nasce a Natale.

I MAGI
Angiolo Silvio Novaro
La carovana
non è lontana
dei Magi d'Oriente.
Scalpitìo di cavalli si
sente,
suoni di pifferi, confuse
aria di cornamuse.
I re portano tesori
su cavalli bardati
d'argento,
e i pastori a passo lento
ingenui cuori.

BUON BUONISSIMO
NATALE
Buon buonissimo Natale
alle mamme ed ai papà.
Un augurio un po' speciale
grazie a tutti in quantità.
Grazie a voi per la pazienza,
per l'amore, l'allegria :
non potremmo fare senza
della vostra compagnia.
Buon buonissimo Natale
luci, festa, panettoni :
non sarebbe proprio male
se noi fossimo più buoni...
Però insieme agli altri doni
vi facciamo una richiesta
che per noi bambini buoni
renda super questa festa.
Piace tanto a noi bambini
stare insieme alla famiglia :
babbo, mamma, fratellini
e nessuno si accapiglia.
Vi chiediamo di giocare,
senza fretta, senza affanno,
star vicini, chiacchierare
fino almeno a Capodanno.
Buon buonissimo Natale
e anche buona Epifania :
saran feste senza uguale
se vissute in armonia.
IL MONDO HA UN
OCCHIO SOLO
Siamo in tanti
a non essere stati invitati,
la tavola è pronta
ma noi dietro i vetri
guardiamo gli altri
ridere e star bene.
Siamo in tanti,
in troppi a guardare,
vorremmo essere li,
siamo pronti a star bene
e anche a pagare il conto
alla fine, con una mano sul cuore.
Ma chi è che ha chiuso
in principio la porta
in faccia a gente buona come noi
cosi buona che non capisce nemmeno le ragioni
che ci proibiscono di entrare e star bene?
Questa festa non è né lunga né tranquilla,
il mondo ha un occhio solo, capite,
e non si divertiranno
le donne ben vestite,
non dormiranno in pace
gli uomini grassi,
non canteranno le strade ed i bambini
finchè non entreremo anche noi
a ridere insieme, poi a pagare il conto.

Natale
Quest'anno Natale
mi ha fatto un bel dono
un dono speciale.
Mi ha dato allegria
canzoni cantate
in gran compagnia.
Mi ha dato pensieri
parole e sorrisi
di amici sinceri.
Dei vecchi regali
non voglio più niente
ad ogni Natale
io voglio la gente.
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A GESU' BAMBINO
di Umberto Saba
La notte è scesa
e brilla la cometa
che ha segnato il cammino.
Sono davanti a Te, Santo
Bambino!
Tu, Re dell’universo,
ci hai insegnato
che tutte le creature sono
uguali,
che le distingue solo la
bontà,
tesoro immenso,
dato al povero e al ricco.
Gesù, fa’ ch’io sia buono,
che in cuore non abbia che
dolcezza.
Fa’ che il tuo dono
s’accresca in me ogni
giorno
e intorno lo diffonda,
nel Tuo nome.
C'ERA
di Juan Ramon Jmenez
L’agnello belava
dolcemente.
L’asino, tenero, si
allietava
in un caldo chiamare.
Il cane latrava
quasi parlando alle
stelle.
Mi svegliai…Uscii. Vidi
orme
celesti sul terreno
fiorito
come un cielo capovolto.
Un soffio tiepido e soave
velava l’alberata:
la luna andava declinando
in un occaso d’oro e di
seta
apersi la stalla per
vedere se Egli
era là…
C’era…

E' NATO GESU'
Ettore Bogno
Il gregge stanco ansando
riposava
sotto le stelle nella
notte fonda.
Dormivano i pastori. Il
tempo andava.
Qund'ecco una gran luce il
cielo inonda.
E' mezzanotte. Ed ecco un
dolce canto
suona per l'aria, in
armonia gioconda.
Si destano i pastori, al
gregge accanto,
e ascoltano: "Sia gloria a
Dio nei cieli
e pace in terra
all'uomo!". O dolce incanto!
E' nato un bimbo tutto
luce e amore.
In una stalla, avvolto in
pochi veli,
povero è nato e pure é il
Re dei cieli.
E dice a tutti: "State
cuore a cuore,
come fratelli! Non odiate
mai!
L'anima che perdona è come
un fiore.
Chi crede in me non perirà
mai".
 DOLCE DI NATALE
Il dolce di Natale
più buono che ci sia
si prepara in famiglia,
in pace e così sia!
Si prende una misura
ben colma di pazienza,
di gentilezza un pugno,
molta condiscendenza,
si aggiungono all'insieme
comprensione e buoncuore,
si unisce un grosso pizzico
di dolcissimo amore,
astuzia e tenerezza
non possono mancare,
danno un tocco squisito,
molto particolare,
e infine l'allegria
in grande quantità,
si cuoce lentamente,
una vera bontà.
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Preghiera di
Natale
Questa notte nel mio lettino,
pregherò Te, Gesù Bambino.
Dona, Ti prego, il tuo perdono
a tutti quelli che buoni non sono.
Alla mia mamma e al mio papà
dona, Ti prego, felicità.
A tutti quelli cui voglio bene,
fa’ che leggere siano le pene.
Fa’ che gli uomini d’ogni colore
trovino sempre soltanto amore.
L'ABETE DI NATALE
Gianni Rodari
Chi abita
sull'abete
tra i doni e le comete?
C' è un Babbo Natale
alto quanto un ditale.
Ci sono i sette nani,
gli indiani,
i marziani.
Ci ha fatto il suo nido
perfino Mignolino.
C'è posto per tutti,
per tutti c'è un lumino
e tanta pace per chi la vuole
per chi da che la pace
scalda anche più del sole

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E' nnato Nennillo, è nnato
'a speranza d'o munno
Uhè genta gè,
si 'mbietto 'nu core tenite,
nun state 'jnte case 'nzerrate,
ascite, ascite 'cca fore,
ch'è 'nnato 'lù Ninno che porta
'a speranza p' 'o munno,
è 'nnato 'o Signore de tutte 'e Signore,
è 'nnato lu rè padrone d'e rè,
che gioia 'jnt 'o core a purtate.
Guardammece attuorne
cu' l'uocchie, e 'na vota,
sciùglimme sti file 'e speranza,
c' 'avimme 'ndricciate,
ascite, ascite, e 'ncielo guardate!
'stu bellu splennore
da stella cu' a cora, fa luce e rè maggie,
pè vie l 'accumpagne, a ddò ce stà Ninno,
è 'overe, è 'overe che pace me sente,
e vuie a sentite?
Guardannece attuorno,
cchiù 'ddoce è 'o sapore d'à vita,
c'addore 'jint'a 'Ilaria de frutte e ciardini,
cu 'o genio 'jnt'o core
e vulerce cchiù bene,
pizziente, rignante, stanotte so' eguale,
scetateve gente, è 'overe è Natale.
Hoi suonne vattenne,
si già stò sunnanno,
vurria sta nottata n'àvessa furnì,
si' pace p'ò munno nuie stamme priànno,
'a chistu creature che mò st'à durmì.
E dorme 'o ninnillo,
'nmiezo 'ammuina,
è annuro e 'sti carne sò fredde po' ggelo,
culore e 'nu sciore, culore d'è rose,
sunate 'nzampogne, sunate 'a novena,
sunate pe' chi natale nun crere,
sunate pè' chillo cà fatto e fa bbene.
Sunate p'àmmore, cù
tutto 'nu sciato,
si pure 'mò fosse pè l'urdema vota,
purtate 'a nuvela 'jind 'e core dà gente,
facimme 'mmuina cu' gioia, alluccate,
cantate, sunate e 'nziemo abballate,
Natale 'mo nasce, 'a vita se sceta,
'na veppeta 'e vino, 'a chi tene seta,
scurdammece 'o male, ci' 'aiuta a fa bene,
sunate 'nzampogne pè chi resta sulo,
pà mamma ca prega p'o' figlio malato,
pe' chi sta nottata 'o carcere 'o scuro,
pe chillo cà tremma e' 'nu friddo 'e paura.
Pecchè 'jnt'à vita,
nun se sente o' sicuro,
facite e 'stu suono che sana 'sta terra,
che ferma pè sempe l'odio d' e guerre,
sunate 'nzampogne pè tutte 'sti chiese,
scetatele 'a gente, che nate 'o Signore,
p'e chillo che campa, cu' 'a mana stesa,
pà genta ch'è sazia e nun crere 'o riuno,
pe chillo che dorme ncopp' 'e cartune,
sunate, sunate pè
chisto e pè chillo,
stà santa nuttata è nnato 'o Nennillo.
[Mario Vastarella]

QUANNO NASCETTE NINNO
S.
Alfonso Maria De' Liguori
Quanno
nascette Ninno,
quanno nascette Ninno a Betlemme,
era notte e pareva miezojuorno...
Maje le stelle,lustre e belle,
se vedèttero accussí...
e 'a cchiù lucente,
jette a chiammá li Magge a ll'Uriente.
De pressa se scetajeno
de pressa se scetajeno ll'aucielle...
cantanno de na forma tutta nova:
Pe' nsi' 'agrille,co' li strille,
e zompanno 'a ccá e 'a llá:
- E' nato! E' nato! -
- decévano - lo Dio che nce ha criato! -
Co' tutto ch'era vierno,
co' tutto ch'era vierno, Ninno bello,
nascettero a migliara rose e sciure...
Pe' nsi' 'o ffieno,sicco e tuosto,
ca fuje puosto sott'a te,
se 'nfigliulette
e de frunnelle e sciure se vestette...
A no paese che,
a no paese che se chiamma Ngadde,
sciurettero le vvigne e ascette ll'uva.
Ninno mio sapuretiello,
rappusciello d'uva si' tu...
ca, tutt'ammore,
faje doce 'a vocca e po' 'mbriache 'e core!
Non c'erano nemice
non c'erano nemice pe' la terra:
La pecora pasceva co' 'o lione
Co''o capretto,se vedette
'o liupardo pazzeá...
Ll'urzo e 'o vetiello
e, co' lo lupo, 'mpace 'o pecoriello.
S'arrevotaje 'nsomma
s'arrevotaje 'nsomma tutt''o munno:
lo cielo, 'a terra, 'o mare e tutt''e ggente...
Chi dormeva, se senteva
'mpiett''o core pazzeá
pe' la prejezza;
E se sonnava pace e contentezza...
Guardavano le ppecore,
guardavano le ppecore, 'e Pasture...
E n'Angelo, sbrennente
cchiù d''o sole,
Comparette e lle decette:
- No ve spaventate, no!
Contento e riso!
la terra è addeventata Paraviso! -
A vuje è nato ogge,
A vuje è nato ogge, a Bettalemme,
d''o munno, ll'aspettato Sarvatore...
Dint''e panne
'o trovarrite,
non potite maje sgarrá,
arravogliato...
e dint'a lu Presebbio corecato...
A meliune ll'Angiule
a meliune ll'Angiule calaro...
co' chiste se mettettero a cantare;
- Gloria a Dio,
pace 'nterra
Nu' cchiù guerra...è nato giá
lo rre d'ammore
che dá prejezza e pace a ogne core... -
Sbatteva 'o core 'mpietto
sbatteva 'o core 'mpietto a sti Pasture
e ll'uno po' deceva 'nfacci'a ll'ato:
- Ché tardammo?
priesto, jammo
ca mme sento ascevolí
pe' lo golío
ca tengo de vedé stu Ninno Dio!...
Zompanno comm'a ciévere
zompanno comm'a ciévere ferute,
jettero li pasture a la capanna...
Llá trovajeno
a Maria
co' Giusepe e 'a Gioja mia
e 'nchillo Viso
provajeno no muorzo 'e Paraviso..
Restajeno 'ncantate
restajeno 'ncantate e voccapierte
pe' tantu tiempo senza di' parola...
po' jettanno,
lacremanno,
no sospiro pe' sfogá...
da dint''o core,
cacciajeno, a migliara, atte d'ammore.
C''a scusa de donare
c''a scusa de donare li presiente
se jettero azzeccanno chiano chiano...
Ninno no'
li rifiutaje
ll'azzettaje, comm'a che,
po' lle mettette
la mano 'ncapa e li benedicette...
Piglianno confedenzia
piglianno confedenzia a poco a poco,
cercajeno lecenzia a la Madonna...
Se magnajeno
li pedille
co vasille, 'mprimma e po'
chelle mmanelle...
a ll'urdemo, lo musso e 'e mascarielle...
Po' assieme se mettettero
po' assieme se mettettero a sonare
e a cantá co' ll'Angiule e Maria
co' na voce,
accossí doce,
ca Gesù facette: Aaaah - há...
e po' chiudette
chill'uocchie aggraziate e s'addurmette.
La nonna che cantajeno
la nonna che cantajeno
a me mme pare
ch'avett''a èsse' chella ca mo dico:
Ma 'nfrattanto
io la canto,
'mmaggenateve de stá
co li pasture
vicino a Ninno bello vuje pure...
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N' 'atu
Natale"
Pe d'int' 'a ll' aria
già se sente àddore
'e chella frutta fresca
d' 'e ciardine,
me sente 'ca me sbatte
chhiu' stu' core
'mo' ca Natale
chiano s'avvicine.
Già se 'so mmise
'e prime bancarelle,
già sento e 'vveco
'e prime zampognare,
quanta ricorde,
fatte 'e stelletelle,
ricorde doce,
ca se so' fatte amare.
'A gente s'è cagnata,
'unne 'a stessa,
'e sti natale
nun prova sentimente,
songhe pasture,
so deventate 'e gesso,
guarda 'o presebbio,
cu' n'aria indifferente.
Chesta speranza,
che nasce mieze 'o mmale
e' ogne 'anno '
nce fa luce 'o buon 'juorno
'na lucia viva
'a 'stu n'atu Natale.
'Nve' vene o genio!
e resta' tutte attuorno
'a chistu
bammeniello,
ca 'mo e' nato,
che torna c' 'o destino
'e purta' 'a crocia
pe' 'nce f' arricurda'
che simme frate,
suonno e' ricorde;
so' pezzechille doce.
[Mario Vastarella]

24
DICEMBRE
E’ nu
ricamo ‘o suono ‘e na zampogna
ca vene ‘a miez’’a via,
fredda e sulagna,
e dint’a chesta casa chiena ‘e luce,
quanti ccose se stanno appriparanno.
Nannina sta facenno ‘e zeppullelle
‘e cavule e ricotta
mentre ‘o nonno
smiccéa scapuzzianno
‘ncopp’‘a seggia
‘o nennillo ca ‘o tira p’’o cazone.
Mammema sta taglianno ‘o capitone.
Papa’ sbarianno
attuorno a stu presebbio,
smanea pa’ fa’ appiccia’ na lampadina
senza addunarse ca s’e’ fulminata.
E pe’
tramente ‘o viento tuppettea
‘nfaccia ‘e llastre,
io sento dint’’o core
nu tremmulio,
nu spànteco, na freva,
n’arteteca me frezzechèa ‘int’’e vvene.
E
sfrenneséo,
guardanno chistu vico,
me pare d’‘o vedè ammantato ‘e janco
isso,ch’è stato sempe puvieriello,
all’uocchie mieie mo pare nu rignante.
‘A
campana d’‘a chiesia d’‘a Cuncordia
mo gia’ se fa’ senti’,
sunanno a ffesta,
manca nu quarto d’ora a mezanotte,
sorema guarda fore a’ na fenesta…
«‘O
pranzo e’ pronto!» - Nanninella allucca
v’arraccumanno stu giarrone
‘e vino
si non po’ doppo cca’ se fa ‘a cummeddia;
pirciò cercammo ‘e nun ce ‘ntusseca’.
Ninno
mo dorme
‘mbraccio a mammarella
dint’’a stanza
tutto è silenzio attuorno,
io guardo chesta scena,
comm’è bella!
Sta pace ‘int’’a famiglia
comm’è doce!
Ma ‘o
nonno rompe
stu silenzio ‘e ggelo
è ‘o cchiu’ abbasato
e dice cose sante:
«È nato ‘o figlio ‘e Ddio,
Nostro Signore!»
…E ce facimme ‘a croce tutte quante.
Luciano SOMMA

Natale
Duie angiulille ‘ncopp ‘o prisepie
A vocca aperta stann ‘a guardà
Paren' e dicere:
“Gesù! Gesù!”
Tu proprie mò si ghiut’a nascere!
Cu chistu fridd', cu
chesta neve,
senza na casa, senza nu panne,
cu tante guaie?
Dice o Signore:
“Nun teng nient ma teng tutt,
teng l’ammore ca scarfe o core
E song venut pe ve purtà
Tutt’è tesore e l’umanità”
 |
N’at’Alba
Luciano
Somma
L’eco luntano
ca chiano se perde
d’‘o suono ‘e nuvena,
ce porta na nota
‘ntunata d’‘a musica
doce ‘e Natale.
Pe’ ll’aria,
prufumo ‘e Dicembre,
l’addore d’‘e ppigne.
P’‘e vvie,
frasturnate ‘e rummore,
na smania ‘e sereno.
E ll’uocchie
s’aizeno ‘ncielo
cercanno na lampa cchiù nova
ca desse a stu munno
cuncreta certezza,
ca desse a nu suonno,
vacante ‘e speranza,
chiarore ‘e n’at’alba,
n’at’alba ‘e Natale.

E' Natale
Luciano SOMMA
'O palpito 'e mille campane
che sonano p''a mezanotte
'a gioia che da' st'ammuina
anticipa nu quarantotto.
Aunite,c''o sciato 'e ll'affetto,
ce sta' tutta quanta 'a famiglia
e' doce a campa' stu mumento
ch'astregna sti core,atturciglia.
Miraculo 'e n'attimo 'e pace
na sosta pe' l'anzia 'e l'affanno
pe' nuje,ca pasture 'e presebbio,
avimmo campato nat'anno.
Vurria ca stu tiempo nemico
putesse ferma' sti minute,
sti ffacce,sti vvocche,sti mmane.
Na voce ch'allucca:Salute!
Chist'uocchie che guardano 'a cimma
'e n'albero addo' l'abbundanza
sta dint''e ggranate d''e lluce
ch'appicciano 'o ffuoco 'e st'ausanza.
Chist'uocchie ca cercano 'o bbene
tra mille culure 'e biancale
stunate e 'mbriacate p''o vino
mo so' lampe 'e vita,e' Natale!
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Presepio in Costruzione
Ma che
fai?
Addò miette stu craparo?
Chillo te leva tutt' 'a visuale!...
S'ha da mettere accanto all'animale!
E leva 'a lloco chi sto zampugnaro!
E addò se schiaffa?
Ma, cretino caro,
che d'è, presepio, o fosse funerale?!
Comme! Uno appriesso all'ato!
'0 castagnaro,
'0 scartellatol6,
'0 turco e '0 speziale?
Distribuisci! Fanne una scenetta!
Nu gruppetto c'almeno fa figura!
Che significa, llà, chella carretta?
E chella pacchianella dint' '0 sciallo!
Chella! Chella che porta 'a criatura!...
M' 'a piazze sott' 'a coda d' '0 cavallo!
Ma c'aggia fa'! Me state mbriacanno
in tal modo, ca perdo' e ccerevella!
Zi Pascalino ha da fa'
che sto ogn'anno!
E vattenne, ca si' na muzzarella
Stai da tre giorni in casa, revutanno
e nun me sai ncullà na casarella!
Comme! Tu vide ca te sto ajutanno,
e fai l'atto 'e superbia e l'angarella!
L'aseniello addo sta?..
Ma che.ne saccio!
Le stanne danno na mana'e vernice...
E San Giuseppe?
Le manca nu vraccio?!
E'o voie? È senza corne?
E comme va?
Tu nun me siente?
Bestia! Che nne dice?
'E ccorne?..
Addimandatelo a papà...

Nott' 'e Natale
Dint'a na grotta scura
dormeno 'e zampugnare:
dormeno, appese a 'e mura,
e ronfeno, 'e zampogne
quase abbuffate ancora
'a ll'urdema nuvena;
e, ghianca, accumparesce e saglie ncielo,
dint' 'a chiara nuttata, 'a luna chiena.
Dormeno: a mezzanotte
cchiù de n'ora ce manca;
e se sparano botte,
s'appicceno bengala,
e se canta e se sona
per tutto 'o vicenato...
Ma 'o Bammeniello nun è nato ancora,
e nun s'è apierto ancora 'o Viscuvato.
Fora, doppo magnato,
esce nfucata, 'a gente:
ccà d' 'o viento gelato,
p' 'e fierre d' 'a cancella,
trase 'a furia ogne tanto...
E c' 'o viento, e c' 'o friddo
ncopp' 'a paglia pugnente, a ppare a ppare,
dormeno, stracque e strutte, 'e zampugnare
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Pecchè Sulo a Natale?
‘O suono ‘e na
zampogna
na smania ‘e vulè bbene,
N’albero chino ‘e luce
nu desiderio ‘e pace.
Se stenne ‘a mano
pure
a n’antico rivale
se sprecano l’augurie,
è ggià, pecch’è Natale.
Sarrà p’‘o clima
‘e festa
che porta ‘a ricurrenza,
‘o core cagna veste
ritrova na cuscienza.
‘Sta vita, pe’ nu
juorno
diventa na livella
e ‘a ggente tutt’attuorno
chisà, pare cchiù bella!
Pure n’ommo ‘nfamone
carezza n’animale
nun fà cchiù ‘o fetendone
le pare naturale.
‘O popolo ‘e stu
munno,
arravugliato ‘e male,
diventa bbuono ‘nfunno…
Pecchè sulo a Natale?
(Luciano Somma)

LL’URDEMA
NUVENA
Luciano
Somma
‘E
zampugnare
sempe cchiù raramente
se vedono p’‘e vvie
addò ‘a folla pe’ correre
nun tene manco ‘o tiempo
‘e risciatà.
Pe’
ll’aria, ‘nzieme a nu prufumo ‘e pigne,
se spanneno ‘e nnote, letania ‘e Dicembre
‘e na nuvena scurdata…
Quanta suspire vedenno
na sporta ‘e legnasante…
Fore
a na chiesia
miez’‘o tanfo d’‘a gente,
esce ‘o coro ‘e n’Ave Mmaria
mentre na mana se stenne…
Natale nun è pe’ tutte quante
na festa, nu mutivo d’alleria,
è quase sempe na malincunia
pe’ chi tene ‘int’‘o core na poesia.
Addò
sta cchiù chella canzone antica
ca parlava d’ammore ‘e nu cafone
pe’ na signora, ch’era tutta Napule,
chien’‘e ricchezza, tutta nu splennore.
E mo
sti pasturielle,
luntane d’‘a famiglia pe’ nu mese
accummneciano quanno è ‘a Mmaculata
cercanno ‘a carità pe’ na sunata.
Dint’‘e
vascie
addò na vota steveno ‘e madonne,
o na figura ‘e Sante, o Giesù Cristo
truneggia grossa ‘na televisione.
Ma
che scennite a fà ‘a sti muntagne
d’‘o Mulise, Matese, d’Avellino,
nun v’accurgite c’ogge n’automobbile
nun v’accumpagna comme a nu traino…
Chiagneve ajere nu ciaramellaro,
core ‘e pute, nu travaso ‘e bbene
mentre sunava, comm’a ffunerale,
‘e nnote triste ‘e ll’urdema nuvena…
NATALE
Paolo Schettino
Quaccheduno ca è furastiero,
ca vène a fore,
insomma ca nun è 'e ccà
dumanda: «Ma a Natale, a cheste parte, che se fà?».
S'accummence a primma da' 'Maculata
cu' albero, presepe, luci e luciarelle
e 'ncoppa 'a grotta nun mancà mai 'a stelletella,
pecchè è proprio chella ca purtaje 'e Re cu' 'e doni
là a Betlemme, addò nascette 'o Salvatore.
'E zampognari, invece, chilli se vedeno già a nuvembre,
ca sonano pe' case pe' poco e niente
rallegranno pure 'e cchiù scuntenti.
Pe' chi nun 'o sapesse, a cheste parte,
'e vigilie so' 'e principesse
e quanno è 'a sera do' ventiquattro,
tra 'nu spaghetto e 'nu friariello,
'na 'nzalata e paparacchiella,
summente, fichi, datteri, noce e nocelle,
s'aspetta 'a mezanotte ca nasce 'o Bambeniello.
Nun ce scurdammo po' 'a tumbuliata,
ca si manca so' pene amare,
cu' 'e scorze 'e mandarino o cu' 'e fasule
se segna l'ambo, 'o terno, quaterna e quintina
e chi fà tombola se sente 'o Re o 'a Regina.
'A matina do' vintincinque,
pe' chi nun era juto 'a sera, se va a sentì 'a Messa
e turnanno pe' l'ora 'e pranzo
s'accummence 'nata vota, se fà pe' dicere, 'a spuzzechià.
A capodanno è 'a stessa storia
e quanno scocca l'anno nuovo
pare ca se ne scenne 'o munno,
'nu tric-trac, 'na botta e 'nu 'mbiancale,
gente che 'mbrinda e chianne 'e commozione,
se continua 'a festeggià pe' tutta 'a notte.
Chisto è 'o Natale napulitano,
ca allegramente passa pure pe' chi
spisso, tanto felice nun è.
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