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Schede didattiche sull'Epifania.
| Poesie sulla Befana | |||
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Filastrocca della Befana
Zitti, zitti presto a letto
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Quando è l'ora, la Befana
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Filastrocca della Befana
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La
Befana La Befana vien di notte
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Arriva la Befana!
M'avevan detto, la
Befana
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La Befana L. Pisani Stasera
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La BefanaRoberta NestolaTutti i bimbi il 6 gennaio chiedono alla mamma delle calze un paio, per metterle vicino al camino per trovare poi un cioccolatino, ma i bimbi non son tutti buoni e son pronti anche cenere e carboni….. da questa befana che a volte buona non è ma questo caro bimbo dipende da te! Crescendo impari, che la befana altro non è una donnina che fa comodo a te, ora tu bimbo che grande non sei ti invito a credere a lei, è un po’ bruttina e con la sua scopetta ogni bimbo dorme tranquillo e l’aspetta, lei che le porte del Natale chiuderà e tutti i bimbi felici farà!
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La BEFANA
Giovanni Pascoli Viene viene la befana, vien dai monti a notte fonda. Come è stanca! La circonda neve, gelo e tramontana. Viene viene la Befana! E s'accosta piano piano alla villa, al casolare, a guardare, ad ascoltare or più presso, or più lontano , piano, piano, piano, piano. |
| Storia della befana ( dal sito Partecipiamo.it) | |||
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La storia della nascita della Befana pone le sue radici all’interno di una tradizione culturale di matrice pagana, di superstizioni e aneddoti magici.
La Befana è un personaggio che ha colto suggestioni da diversissime leggende e trasposizioni culturali. Inizialmente, e si parla ancora del periodo romano politeista, la popolazione venerava Diana, la dea della caccia e della fecondità che nelle notti che precedevano l’inizio della nuova semina si diceva passasse, con un gruppo nutrito di donne, sopra i campi, proprio per renderli fertili e fecondi al nuovo raccolto. L'enciclopedia Treccani ne dà la seguente definizione: è per il popolo un mitico personaggio in forma di orribile vecchia, che passa sulla terra dall'1 al 6 gennaio. Nell'ultima notte della sua dimora il mondo è pieno di prodigi: gli alberi si coprono di frutti, gli animali parlano, le acque dei fiumi e delle fonti si tramutano in oro. I bambini attendono regali; le fanciulle traggono al focolare gli oroscopi sulle future nozze, ponendo foglie di ulivo sulla cenere calda; ragazzi e adulti, in comitiva, vanno per il villaggio cantando...in alcuni luoghi si prepara con cenci e stoppa un fantoccio e lo si espone alle finestre...I contadini della Romagna toscana sogliono invece portarlo in giro sopra un carretto, con urli e fischi, fino alla piazzetta del villaggio, ove accendono i falò destinati a bruciare la Befana...Gli studiosi vedono nel bruciamento del fantoccio (la Vecchia, la Befana, la Strega), che persiste un po’ dappertutto in Europa, la sopravvivenza periodica degli spiriti malefici, facendo risalire il mito della befana a tradizioni magiche precristiane... Col passare dei secoli la deriva pagana diede spazio alle interpretazioni cristiane; siamo ovviamente in un medioevo fatto di persecuzioni alle streghe e di forte fervore religioso. Ed è qui che avviene un primo incontro di culture, la bella Diana diviene una brutta donna e i riti dei falò (si bruciava il vecchio per dare spazio al nuovo) divengono dei veri e propri roghi della vecchia, dove una simbolica attempata strega viene posta al di sopra di questi roghi. Le contaminazioni pagane e cristiane generano quindi una figura di donna che è un misto di entrambe le culture, da una parte vive la buona Diana e dall’altra la cattiva strega che deve essere bruciata. Questo rito propiziatorio, a cui ancora oggi possiamo assistere, è stato poi abbracciato dalla chiesa ed è qui che nasce la leggenda bella Befana. Si dice che i Re Magi in viaggio per Betlemme avessero chiesto informazioni sulla strada ad una vecchia, e che avessero insistito perché lei andasse con loro a portare i doni al salvatore. La vecchia rifiutò, ma poco dopo, pentita, preparò un cestino di dolci e si mise in cerca dei Magi e del bambino Gesù. Non trovandoli bussò ad ogni porta e consegnò dolci ai bambini sperando di potersi così far perdonare la mancanza. Con la mediazione del cristianesimo la Befana diviene quindi una specie di strega, vestita di stracci, brutta e che vola sopra i tetti con una scopa, ed ha quindi un lato perfido che la rende un personaggio estremamente affascinante. Se infatti molti altri benefattori come Babbo Natale o San Nicola portano doni a tutti, la Befana porta dei regali modesti e tanto carbone a chi non è stato buono.
Se San Nicola è un santo protettore, e Babbo Natale un
paffuto rubicondo nonnino che accontenta tutti i bambini, la Befana è
invece la sostanza femminile pagana di una lunga tradizione rituale
contadina. Non è un caso l’usanza di dire “l’epifania tutte le feste porta via”. Perché è proprio dopo il sei Gennaio che il contadino ricominciava con la nuova semina, che si riprendevano i fervori casalinghi per dar vita ad un nuovo, e si sperava, prosperoso raccolto. La Befana è un personaggio molto inserito nella cultura italiana ma questa leggenda trova riscontri anche nelle tradizioni precristiane olandesi o tedesche. E così presso i tedeschi del nord troviamo Frau Holle che nella Germania del sud, diventa Frau Berchta. Entrambe queste "Signore" portano in sé il bene e il male: sono gentili, benevole, sono le dee della vegetazione e della fertilità, le protettrici delle filatrici, ma nello stesso tempo si dimostrano cattive e spietate contro chi fa del male o è prepotente e violento. Si spostano volando o su una scopa o su un carro, seguite dalle "signore della notte", le maghe e le streghe e le anime dei non battezzati. L'Epifania tutte le feste porta via
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La “vera” storia della Befana
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In un villaggio, non molto distante da Betlemme,
viveva una giovane donna che si chiamava Befana. Non era brutta, anzi,
era molto bella e aveva parecchi pretendenti.. Però aveva un pessimo
caratteraccio. Era sempre pronta a criticare e a parlare male del
prossimo. Cosicché non si era mai sposata, o perché non le andava bene
l’uomo che di volta in volta le chiedeva di diventare sua moglie, o
perché l’innamorato – dopo averla conosciuta meglio – si ritirava
immediatamente. |
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Tradizioni dell'Epifania nel mondo ( dal sito "L'albero di Natale") |
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In Spagna il 6 gennaio tutti i bambini
si svegliano presto e corrono a vedere i regali che i Re Magi hanno
lasciato. Il giorno precedente mettono davanti alla porta un bicchier d'
acqua per i cammelli assetati e anche qualcosa da da mangiare e una
scarpa . |
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In Francia, invece, nel giorno dell' epifania si
usa fare un dolce speciale, all' interno del quale si nasconde una
fava. Chi la trova diventa per quel giorno il re o la regina della
festa.
Il dolce si chiama "gâteau
des Rois" ("dolce dei Re").
Il dolce era diviso in altrettante porzioni quanti erano i
convitati, più una.
Questa porzione supplementare, chiamata "la parte del Buon Dio" o
"la parte della Vergine", era destinata al primo poverello che si
sarebbe presentato.
Per molto tempo, l'Epifania fu più importante del giorno del Natale.
Questa tradizione ha portato al costume di fare del seme nascosto
nel dolce un vero oggetto da collezione: dal fagiolo secco al seme
dorato in oro a 24 carati, se ne trovano per tutti i gusti. Al Museo
di Blain sono conservati più di 10.000 semi, e ogni anno si
organizza una fiera per collezionisti. Esiste persino una rivista
dedicata all'argomento.
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In russia La chiesa ortodossa celebra il Natale il
6 gennaio.
Secondo la leggenda i regali vengono portati da Padre Gelo
accompagnato da Babuschka ,una simpatica vecchietta.
In Germania questo è il giorno della venuta dei Re
Magi.
Spesso i preti e i chierichetti vanno nelle case per chiedere delle
donazioni e recitano solitamente anche qualche Verso o intonano una
canzone sacra. Le persone di religione cattolica si recano in
chiesa, a messa, ma in Germania il 6 Gennaio non è un giorno
festivo, si lavora come solito e i bambini vanno a scuola.
In Islanda il 6 gennaio viene chiamato il
tredicesimo, perchè da Natale fino a questa data trascorrono 13
giorni.
Questo è l'ultimo giorno del periodo festivo nel quale si dice addio
al Natale.
Si inizia con una fiaccolata, alla quale partecipano anche il re e
la regina degli elfi. A metà strada arriva anche l'ultimo dei Babbo
Natale, il tredicesimo ( il primo Babbo Natale arriva l' 11 dicembre
e poi ne arriva uno ogni giorno fino a Natale, poi dal 25 dicembre
in poi ne va via uno al giorno). La fiaccolata finisce con un falò e
con dei fuochi d' artificio.
In Ungheria il giorno dell' epifania i bambini si
vestono da Re Magi e poi vanno di casa in casa portandosi dietro un
presepe e in cambio ricevono qualche soldo.
In Romania la festa dell' epifania rappresenta la
venuta dei Re Magi ed è un giorno festivo. Ancora oggi in alcuni
paesi i bambini vanno lungo le strade e bussano alle porte per
chiedere se possono entrare per raccontare delle storie. Di solito
come compenso ricevono qualche spicciolo. Anche i preti vanno di
casa in casa per benedire le case.
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